Upgrade #11 – SPNS

Nel libro ho citato varie volte un mio compagno di classe, per me modello di persona e di rapper.
E’ giunta l’ora di dedicare a lui e alla sua crew un upgrade ufficiale, recensendo da punto di vista retorico uno dei loro pezzi.
La crew fa nome SPNS.
Il pezzi fa nome “I veri colpevoli”.
Riporto il testo. Successivamente al testo, il commento.

I Veri Colpevoli
(Crazy Joint + Todo Bien + Penny Dog)

Corre l’ingiustizia forte sulla via
questa è per i morti fatti dalla polizia
un’altra scia di stupore porta via il mio dolore
tu resti indifferente io ci penso per ore
però per ora non mi rimane che rancore
solo schegge di rabbia e sono vetri nel mio cuore
questa è per chi sta sei metri sotto terra
oppure adesso è in cielo e ci vede da una stella
la campanella suona i rintocchi in ritardo
ora che il tempo ha spento il suo ricordo
io non parlo e le mani mi mordo
ma non copro le mie orecchie in più non sono sordo (..yo)
vorrei star zitto ma non riesco a farlo
vorrei giustizia e una vendetta per Carlo
e anche adesso che non riesco a tacere
non è pietà la mia io provo solo dispiacere..
non è il senso del dovere meglio che non lo nomini
lo vedo nelle immagini di sbirri mitomani
morti vecchie di vite troppo giovani
uccisi come bestie ma forse erano uomini…

RIT.
Questo non è un pianto, non è per i più deboli
questo è il mio lamento contro i veri colpevoli
da tempi immemori
di pena meritevoli
ma ancora ingiudicati o giudicati incolpevoli….

Come Vinnie Paz ho visioni di Gandhi
e vorrei pace per l’anima di Fede Aldrovandi
tu non sai chi è, e te lo domandi
ma non è tua la colpa non lo sanno in tanti..
e se vuoi la risposta te la dico io:
ucciso da un suo fratello, era un figlio di Dio
ma lui disarmato invece suo fratello
con la faccia da porcello il ferro e il manganello
carne da macello Aldro sei stato questo
ma la musica è immortale tu vivi nel mio testo
e fanno presto…nome e data sulla stele
e il ricordo che svanisce come fanno le candele
e sembra ci sia neve a coprire la tua tomba
ma il silenzio dei media nella mente mia rimbomba..
puoi cancellare immagini
truccare le tue indagini
dare giudizi facili
colpire i più fragili
a volte basta poco e sei schiacciato contro un palo
a volte troppi colpi come Amadou Diallo
ma questo è il mio regalo per i puffi vigliacchi :
rime come armi per i contrattacchi

Chi ha potere solitamente lo usa male.
Non a caso Frodo deve attraversare tutta la Terra di Mezzo per distruggere l’oggetto più potente della terra.
(Ma chi di noi brucerebbe un biglietto vincente della lotteria – la realtà più simile all’Anello – ?)
Io faccio il prof e, nel mio piccolo, posso usare male il potere che ho sugli studenti almeno 10 volte al giorno. A volte mi scappa, immagino, anche se cerco di farlo il meno possibile.
Figuriamoci se avessi una pistola nella fondina.

La legge ci distingue dagli animali perchè disciplina l’uso della violenza. O almeno ci prova. (Sostituisce la forza fisica/militare a quella mentale/intellettuale – più propria degli uomini.)

Il testo è una forte denuncia da parte della band alla violenza ingiustificata da parte di chi dovrebbe saper usarla con saggezza.
La violenza delle forze dell’ordine non è solo una violenza, ma anche un tradimento: la polizia è fatta per aiutarti, non per ostacolarti.
E per fortuna che, nel 99% dei casi, è così.

(Così come i preti pedofili sono pochissimi, così come i politici ladri sono meno di quelli che lavorano onestamente, così come i professori bravi sono più di quelli incapaci, così come le persone che ci vogliono bene sono di più di quelle che ci odiano ecc…)

Partiamo con una combo (combinazione di più figure retoriche): “corre l’ingiustizia forte sulla via” è una personificazione (l’ingiustizia che corre) e inoltre è anche un iperbato (infatti l’ordine normale delle parole sarebbe: l’ingiustizia corre forte sulla via).

Si passa ad un’ardita paronomasia “io ci penso per ore però per ora “ la stessa successione di lettere si articola in significati diversi, per giungere ad una bella metafora: “schegge di rabbia e sono vetri nel mio cuore”. Cos’hanno in comune le schegge e la rabbia? Allora, vediamo. Le schegge sono prodotte dalla rottura violenta di qualcosa di fragile.
Ecco: metaforicamente possiamo pensare che la rabbia, quando esplode, lascia a terra delle schegge. Campo semantico simile a quello dei vetri nel cuore. E’ facile immaginare che in questo caso i vetri significhino il dolore che si pianta nell’anima.

Sorvoliamo una coppia di anafore (meta-anafora? vorrei/vorrei e non è/non è) e una preterizione (negare una cosa per dirla: non sono sordo per dire “ci sento”) per raggiungere il ritornello, che dopo l’anastrofe (di pena meritevoli) della quarta barra incastra un’antitesi e un’allitterazione.
L’antitesi è la giustapposizione di due termini contrari (ingiudicati o giudicati) mentre l’allitterazione “in-” ci fa legare ingiudicati e incolpevoli, creando un ipnotico loop logico.

La seconda strofa inanella perfettamente tre citazioni: Vinnie Paz, Federico Aldrovandi e Amadou Diallo.

Il primo è un rapper di Filadelfia che ha pubblicato nel 2003 un album intitolato Visions of Ghandi, andando alla ricerca della non-violenza come soluzione ai conflitti conseguenti all’11 settembre.
Citare questo album (che cita a sua volta Ghandi) mette subito in chiaro la volontà pacifica dell’autore.

Gli altri due sono esempi di morti sospette da parte della polizia italiana e statunitense. Due episodi emblematici dell’abuso di potere. Una seconda strofa estremamente narrativa, coinvolgente e focalizzata. Prende due esempi precisi e li racconta in rima andando al succo della questione. Strofa sintetica, che condensa in poche parole due racconti potenti e drammatici.

Senza dimenticare l’arte retorica: il “ferro” è una metonomia per definire la pistola (nomino il materiale di cui è fatto l’oggetto cui mi riferisco). I “puffi” sono metaforicamente assimilabili alle forze dell’ordine per il colore che portano addosso.

Quali sono le armi per rispondere alla violenza?
Le rime.
Ed è un paragone.

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~ di debenedittismatteo su 7 dicembre 2009.

4 Risposte to “Upgrade #11 – SPNS”

  1. bellissimo commento!! bellissime le rime degli SPNS, trovo difficile al giorno d oggi trovare un testo di hip hop italiana che dica qualcosa di serio, una volta dicevano che parlavano di cazzate questi SPNS, ora hanno fatto vedere a tutti che oltre i bei suoni c e anche un buon uso della parola, in questo caso “sacra”..

  2. Accendiamo una bella discussione sulle figure retoriche. “Corre l’ingiustizia forte”: secondo me non è il caso di classificarla come personificazione; è più semplicemente una metafora: l’ingiustizia (non persona, ma concetto) si espande, si allarga, dilaga velocemente, come qualcosa che corre. Per avere una personificazione ci vorrebbe qualche elemento antropomorfico in più e soprattutto la manifesta intenzione di dare all’ingiustizia lo status di personaggio che agiisce.
    Altro punto in questione: a norma di quel che sta scritto in Cantami o Dj (pag 114), mi pare che “in più non sono sordo” sia una litote. La preterizione dovrebbe essere affermare di non dire ciò che si sta dicendo: “Non voglio assolutamente farti notare che sei incorso in un errore”. “D’altra parte, inutile dirti – e non lo farò assolutamente – che I veri colpevoli è un bel testo e il tuo commento interessante”.

    • Grazie Marco, le tue osservazioni sono sempre puntuali ed interessanti.
      Provo a rispondere: la corsa mi sembrava un elemento sufficientemente umano da personificare l’ingiustizia. E’ vero che non solo gli uomini corrono (anche il vento, i giaguari, le nuvole, il pensiero, le ore, l’Adige, le Maserati), ma l’origine della corsa è quella umana.
      Per quanto riguarda la litote hai ragione: tra l’altro mi sono accorto di non avere messo la preterizione in Cantami o Dj.
      Cosa vuoi… le figure retoriche sono un po’ tutte uguali! (giustificazione tramite generalizzazione e frase fatta)

      mt

  3. Grazie Matte per la stima, da sempre ricambiata!

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