#12 Baciami ancora

“Baciami Ancora” mi è piaciuto di più dell’Ultimo Bacio perchè ci sono più bambini e meno tradimenti (forse).
Ma sono qua per ragionare sulla sigla finale del film, scritta da Jovanotti – al posto di Carmen Consoli, un decennio fa.

Baciami ancora.
Una preghiera? Una supplica? Un ordine?
C’è un motivo molto chiaro per cui non si può capire che tono hanno queste due parole: manca l’altro.
E senza il destinatario queste parole non hanno senso, o meglio, ne possono avere tanti, a seconda della relazione fra i due.
Tu con che cuore le diresti?
Il cuore terrorizzato e disperato di chi deve elemosinare coccole?
Il cuore coraggioso e innamorato di chi perdona?
Cosa risponderesti a queste due parole?

One, due, tre, four.
(Che questo incipit in quattroquarti sia un omaggio al lavoro italo-americano di Muccino? Che sia un residuo del tour newyorkese di Jova? Che sia una goccia del mondo a culture liquide nel quale nuotiamo?)

In ogni caso, Baciami Ancora è un labirinto di fotografie.
Questi flash (che se fossero vere immagini e non parole avrebbero la frequenza di un videoclip) si muovono su due dimensioni: scene casalinghe e l’assoluto.
Per un motivo chiaro e assurdo: l’economia domestica e gli ideali assoluti sono la stessa cosa.
Il “magnete sul frigo” e una “storia d’amore” sono due cose diverse solo in teoria. In pratica, sono la stessa cosa.
Il magnete parla d’amore e l’amore parla di souvenir magnetici.
E ciò vale per tutto il testo.
L’occhio del poeta mira a trasfigurare la quotidianità nell’assoluto – e fanno tutti così.
Il cantante, inoltre, tramite la musica, dà emozione ad oggetti, frasi e situazioni che quotidianamente non generano particolari emozioni, anzi: rischiano sul baratro dell’abitudine.
Ecco: il ruolo che i poeti si danno, e Jova in particolare, è di dare stupore all’umile risiedere del tutto (G. Rinaldini).

Ma questo – il quotidiano e l’eternità, il magnete e l’amore – dopo.
Dopo cosa?
Dopo la prima strofa, che, a parer mio, infila cinque delle possibili definizioni d’amore:

Un bellissimo spreco di tempo,
un’impresa impossibile,
l’invenzione di un sogno,
una vita in un giorno,
una tenda al di là della duna.

Ecco, una volta proposte cinque ipotesi non esaustive per parlare d’amore, iniziamo a unire l’infinito e i passi, i pianeti e i sassi, l’eterno e il presente.
E definiamo anche l’ambientazione della storia: Roma con le lucciole.
Le lucciole: immagine di luce, di speranza, di aria pulita, d’estate.

Il testo continua vedendo il quotidiano: un aereo che vola, una scuola, una casa.
Diamo per scontata una scuola, una casa, un aereo, quando per noi, e per tutti, sono luoghi fondamentali, dove cresce la nostra eternità, dove cambia la nostra anima, dove si muove la nostra vita.

E in questa normalità che pulsa di stupore, mi baci ancora, ti bacio ancora.
Tutto il resto è un rumore lontano
una stella che esplode ai confini del cielo.

Il baciarsi ancora rimpicciolisce tutto il resto: tutto, per quanto importante sia (una stella che esplode) diventa periferico. Il tuo bacio, adesso, è più importante di una stella.

(Per la prima volta – che io sappia – in un testo d’amore fanno capolino i giochi dei bambini: soldato, arco, frecce, pirata, mappa, danza. Un riferimento diretto all’abbondanza di bambini del film – protagonisti influenti sulla trama. O forse l’amore è un bambino? O forse solo i bambini sanno amare?)

C’è un motivo in tutto.
Tutto ciò che è quotidiano nasconde ciò che è eterno.
Baciami ancora.

Annunci

~ di debenedittismatteo su 2 febbraio 2010.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: