#21 Benzina Ogoshi – Piani d’attacco Subsonica

Asimov inventa la fantascienza negli anni 50 e la proietta millenni avanti e anni luce lontano.
Sulla sua scia nascono Guerre Stellari e Star Trek, i Fantastici 4 ed E.T.
I mondi della fantascienza sono lontanissimi, nel tempo e nello spazio.
Poi, alla fine degli anni 80, arrivano i videogiochi, Blade Runner e la fantascienza si avvicina nel tempo e nello spazio: all’inizio degli anni 90 la fantascienza per la prima volta si ambienta sulla Terra, in un futuro non troppo lontano, e si chiama cyberpunk.
(Ne abbiamo una traccia nella golden age di Nathan Never.)

Torino è sempre stata la città italiana più meccanica: il cinema, la Fiat, le strade a reticolo.
L’ambientazione adatta per una band che si rifacesse all’immaginario fantascientifico cyberpunk, da lampioni e guerriglia urbana mentale.
E’ in questo immaginario che nascono i Subsonica: nei testi urbani, nella musica ipnotica, nei nomi d’arte scelti in garage, nella regia dei video.
E visto che io nelle fantasie cyberpunk mi ci sono perso spesso e volentieri, è bello averli come colonna sonora quando vai in macchina di notte e solo i fari alonati blu monossido ti fanno luce.
Dopo un disco omonimo è “Microchip Emozionale” l’album che li ha fatti conoscere al grande pubblico, cui sono seguiti “Amorematico”, “Terrestre”, e “L’eclissi”.

Il testo del prossimo singolo “Benzina Ogoshi” mi sembra particolarmente originale nella storia dei testi di prossimi singoli.
Per costruire il testo infatti i SubSonica hanno scelto alcune tipiche frasi rivoltegli loro dalla critica (o anche da alcuni fans):
“non siete riusciti a bissare microchip emozionale”
“vi siete venduti troppo presto alla commerciabilità”
“terrestre è inascoltabile, l’eclissi così così”
Se si esclude un B-Side di Elio e le Storie Tese in cui campionarono le critiche che una vecchia signora gli aveva lasciato nella segreteria telefonica, non mi era mai capitato di imbattermi in un testo così schietto, onesto, coraggioso (c’è chi dice “umile” – ma forse non ha notato il “bastardi” finale… …ma resta il dubbio: a chi è rivolto questo “bastardi”? ai critici dai Subsonica oppure ai Subsonica dai critici?).

Benzina Ogoshi tocca due tematiche enormi.
La prima è la considerazione che molti artisti (di ogni epoca) restano noti solo per una minima percentuale delle loro opere. Come se riuscissero a dare e dire il meglio solo una volta.
E la seconda tematica, conseguente alla prima, è la delusione del fan.
La delusione del fan è un sentimento che capita a tutti i fan, prima o poi. O meglio, a me è capitato. Forse è inevitabile.
Amare una canzone crea la pretesa di amare ugualmente anche la prossima canzone.
Il fan ha la speranza (il desiderio? la pretesa?) di riprovare le stesse emozioni anche con il secondo (o il prossimo) disco.
Il fan pretende dall’artista le stesse emozioni dell’altra volta.
(E la musica americana lo ha capito perfettamente: quando compro un album di una band americana so che sarà molto probabilmente simile al precedente – e infatti ne godo – e ne gode anche il produttore.)
Per questo gli Iron Maiden – per me francamente noiosissimi – continuano a riempire gli stadi dopo decenni di attività: tutti i loro dischi sono uguali. Al fan medio gliene piace uno, quindi gli piacciono tutti (e se non gliene piace una, non gliene piace nessuna, come il mio caso – ma lo stesso vale per Jamiroquai, che invece mi piace).

Il fan instaura quindi con l’idolo una pretesa “meccanica”: metto la moneta e pretendo la solita emozione.
Una forma di prostituzione emotiva, di juke box interiore.
Fra me e la band (o il cantante) non c’è una relazione, ma un meccanismo.
E se il meccanismo di causa-effetto si rompe, rinnegherò la nuova produzione del cantante e continuerò ad ascoltare sempre e solo quel vecchio disco che mi emozionava, alla ricerca della solita emozione (finchè non ne posso più).
Benzina Ogoshi in qualche modo esplora queste dinamiche. Forse cercando una relazione con il pubblico (che non sente ciò che vorrebbe sentirsi dire) più che un ingranaggio (…cyberpunk?).
Basti vedere i video su youtube per percepire la reazione del pubblico alla frase “terreste è inascoltabile”.
Mai visto un pubblico comportarsi così: la folla, abituata ad applaudire Samuel ogni cosa dica, non sa cosa fare (qualcuno protesta, altri approvano, altri tacciono), come fosse atterrata dalla mossa di karate che dà il nome a metà del titolo.
Sconcertare la folla ad un concerto.
Ecco un’emozione nuova.

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~ di debenedittismatteo su 5 settembre 2010.

4 Risposte to “#21 Benzina Ogoshi – Piani d’attacco Subsonica”

  1. Mi trovo perfettamente d’accordo, ma non è per questo che scrivo. Mi piace come è stato espresso il concetto, in maniera chiara e non pedante. Grazie per i cinque minuti di buona lettura.
    Fabio

  2. Ciao, bella, concordo con commento precedente, ti quoto qui
    http://percarpiano.splinder.com/

  3. è Judo, non Karate.

  4. Complimenti per il tuo post, l’ho letto volentieri fino alla fine. Cercavo in internet maggiori informazioni su questa canzone e ho trovato questo intervento con spunti di osservazione molto profondi. Condivido tutto.

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