#28 Bestiacce!

Per scrivere su questo blog mi impongo di fare riferimento, seppur cursoriamente, alle (bistrattate, dimenticate, sottovalutate, ignorate) figure retoriche.
Così in questo caso devo fare riferimento ad una delle mie preferite: la paronomasia. Nel caso particolare: l’anagramma.
Ma poi scopro che, come in tutte le storie che si rispettino, tutto vale anche qualcos’altro: così la paronomasia si tira dietro un paio di metafore e un ricordo.

Partiamo dal ricordo.
Mio papà è molto paziente. Fa anche lui il professore, ma dopo la laurea (e il matrimonio, visto che si è laureato e sposato con la mamma praticamente lo stesso giorno) ha fatto un corso di disegno e restauro a Firenze.
Sapeva (e sa) disegnare benissimo, ha una bella calligrafia – come quella di mia mamma, del resto.
Io ho preso da lui la passione letteraria, mio fratello la passione grafica (sbirciate il suo blog e ve ne accorgerete).
Quando eravamo bambini capitava che gli chiedessimo: “Papà, ci disegni una tigre con ali di drago coda di scorpione, che sputa fiamme e ha la corazza di un armadillo?” con santa pazienza mio papà si metteva lì e disegnava, mentre io e/o mio fratello ammiravamo il disegno che nasceva.
Quale il mio stupore quando Pino Pace, una settimana fa, mi regala il suo Bestiacce! illustrato da Giorgio Sommacal.

Gli anagrammi, paronomasie estreme.
I bambini sono intelligenti, e quando leggono amano i giochi. L’anagramma è forse il più noto dei giochi di parole.
E Pino, che lo sa, parte tutta la finzione di Bestiacce! dall’anagramma del suo nome e da quello del cognome di Giorgio Sommacal.
I suoi protagonisti sono Pico Pane (vs Pino Pace) e Sam Colam (vs Sommacal).
E fin qua, tutto bene: anagrammi per aggiungere un mistero che stimoli l’infantil cerebro.

Ma se arriviamo alle metafore stupiamo da più parti: Pino Pace ha un nome che è una metafora (Pino, ancorchè diminutivo di Giuseppe, non può non richiamare l’albero contemporaneamente natalizio e marittimo) e un cognome che è un augurio (personificato), il tutto cementato da un’allitterazione della “p” iniziale.
E vi assicuro che se lo incontrate di persona vi rendete conto che sia il Pino che la Pace sono presenti nel suo modo di essere: affabile e sempreverde.

Compito per casa: quali figure retoriche sono presenti nel nome anagrammato Pico Pane?
Ho aggiunto il suo blog nei link!
Ciao!

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~ di debenedittismatteo su 23 ottobre 2010.

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