#29 X-Nathalie – Appesa ad un respiro, in punta di piedi

Nathalie.
Ho saltato manco fosse la finale dei mondiali per tre motivi (coi miei amici che mi prendevano in giro):
– era sfavorita (e quando vince lo sfavorito io godo di sorpresa)
– è brava e bella (non so se più bella o più brava: ha fatto una versione di under the bridge da rimanerci secchi)
– era della squadra di Elio (che vince sempre, con eleganza e dignità)

Sono in sala insegnanti durante l’intervallo. Ho finito una lezione su Goldoni e me ne aspetta una di storia greca. Ma mi sembra bello dedicare qualche momento a quella buffa arte che è l’analisi retorica del testo di Nathalie.

Nel testo di Nathalie (l’unico inedito, fra l’altro, integralmente opera del cantante – a mio parere un punto di forza) ritorna spesso la parola respiro.
Dentro un respiro ci sta tutto.
Dentro il respiro ci sta la vita.
Dentro un respiro ci sta lo spirito.
Respiro, metonimia di vita.
Un respiro è sottile, impalpabile, inconsistente. Eppure ci tiene in vita. Eppure ci dà energia.
Il respiro è la benzina del cuore, il carburante della vita.
Siamo tenuti in vita dall’inconsistente.
Siamo tenuti in vita da ciò che è silenzioso.
Siamo tenuti in vita dall’invisibile.

E siamo appesi ai respiri degli altri.
Anche gli altri sono tenuti in vita da ciò che è piccolo, insignificante, discreto.
Senza il respiro degli altri, non respireremmo neppure noi. Ecco cosa significa essere appesi al respiro.
Vivere in punta di piedi, vivere facendo piano, con delicatezza – perchè le nostre parti più importanti sono quelle più delicate.

Ed è l’impressione che anche Nathalie mi ha dato, come persona.
Brava.

Nathalie Giannitrapani, In punta di piedi
Erano pezzi di vetro
sparsi sul nostro cammino
le nostre difese
lasciate sospese
Fluida acqua che scorre
i nodi miei già si sciolgono
come neve d’estate
ma ti guardo tornare
su letti di spine
le nostre parole
lontane dal cuore
le nostre paure
immotivate, congelate
L’amore con te è come camminare
in punta di piedi
senza potermi fermare
ma sento il tuo calore forte
negli angoli bui delle mie stanze gelate
appesa al tuo respiro
mi vedo cadere
per poi tornare e sentirmi felice
Ma la tensione
che sento verso il tuo respiro
mi distoglie dal pensiero
di tutto ciò che è andato perso
e credo a volte di voler riparare
di poter ricostruire
tutto nuovo, un pò diverso
Ma sento il tuo calore forte
negli angoli bui delle mie stanze gelate
appesa al tuo respiro
mi vedo cadere
per poi tornare e sentirmi felice
Mi fermo di fronte al tuo viso
tu che dormi disteso e non sai
di poterti affidare
di poterti fidare
di me
Puoi fidarti di me

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~ di debenedittismatteo su 24 novembre 2010.

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