Naif! Naif Herin! recensione in anteprima! Tre civette sul comò

C’era una volta l’album nuovo di Naif.
E’ un album illustrato.
Da ascoltare prima di dormire, o appena svegli.
Attenzione, però, perchè, come i libri illustrati, ogni volta che si apre diventa più bello! …si nota un dettaglio in più, che prima era sfuggito …si aggiunge un particolare al sogno …si inciampa in un angolino che sembrava nascosto.
I testi di questo album, come in un libro illustrato, raccontano delle storie. Storie piccole, che fanno sognare. Solo le cose piccole fanno sognare davvero. Le cose grandi mettono soggezione, esaltano o spaventano: quelle piccole sono a portata di mano. A portata di sogno.
Partire per la luna forse significa questo: sognare. Vivere dove nascono i sogni, le ispirazioni, le poesie… ma mantenendo un contatto – tramite cartolina – con la terra.
I sogni iniziano fra cose concrete: una cartolina, delle lucciole, l’aquilone, i biscotti, una camera in disordine, un libro aperto, la finestra, il silenzio, le corde strappate, le scatole. La normalità. La concretezza. La realtà.
I sogni iniziano in cuore alla realtà.
I sogni di Naif si nutrono di ricordi: e le “illustrazioni in musica” si popolano di immagini antiche: menestrelli, donne che lavano i panni, danze estive, treni a vapore, mantelli e ombrelli, un campo fiorito, l’orchestrina jazz parigina, una mamma che lava i panni.
Immagini antiche, ma, nello stesso tempo, attese.
Mi mancavano. E non me lo ricordavo.
Come una filastrocca di quando ero piccolo: ambarabà ciccì coccò.
Come una canzone che forse parla di Dio descrivendolo come un uomo dalle poche parole, che crea ciò che vuole e dalla cui finestra sorge il sole. Un uomo del quale sarebbe bello sapere cosa pensa. Ma sta in silenzio, e allora non ci resta che immaginarcelo.
Come una canzone che mi propone l’alternativa ad una giornata triste: promettere. Promettere di guardare lontano. Provate. Con me ha funzionato.
Come una canzone che si è persa. Le storie che mi lasciano dei dubbi sono le mie preferite, perchè mi coinvolgono nella loro storia. E il dubbio che mi lascia questo brano è: ascolteremo mai la canzone persa? …o l’abbiamo appena ascoltata?
Non è solo un album, è un volume fiabesco, è un promemoria e fa compagnia.
Fallo ascoltare ai tuoi figli, ai tuoi amici e ai tuoi nonni: gli piacerà.

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~ di debenedittismatteo su 2 aprile 2011.

Una Risposta to “Naif! Naif Herin! recensione in anteprima! Tre civette sul comò”

  1. Qui molto probabilmente non ci saranno solo funambolici versi sciolti, prima tronchi poi sdruccioli… ma prolifereranno anche metafore folk dall’eleganza sopraffina. Con Naif è facile inciampare in angolini pieni di poesia che sembrano nascosti in banali pensieri pop. E’ ai suoi concerti che ci si accorge dell’energia che trascina via un groove ritmico su versi “lalleggianti”, dove l’Ambarabaciccicoccò si tramuta in magia….

    Grazie maestro!

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