Naif! Recensione della buona notte!

C’era una volta un omino che alle otto meno un quarto inforcava la bicicletta e dopo venti minuti arrivava al carcere dove insegnava italiano e storia ai carcerati adulti, tutto sudato ma felice. Quando pioveva però era triste, perchè si bagnava fino al naso. E quel giorno pioveva.
Nel grammofono da tasca che aveva c’era una canzone che non aveva ancora ascoltato: Una giornata triste.
Disse, fra sè e sè: “non l’ho ancora ascoltata, ma sta a vedere che mi abbatte ancora di più”.
E invece lo tirò su di morale.

C’era una volta un omino e la sua casa in campagna. La bella ragazza di quest’omino stava lavando i piatti, e l’omino l’aiutava ad asciugarli. Sul comò il grammofono trasmetteva una bella canzone: Annarosa.
Finì il sapone, e la bella ragazza non sapeva più come lavare i piatti.
L’omino la fece ballare con il grembiule finchè non finì la canzone, la baciò finchè non finì il fiato e colse in giardino due rose e un biancospino.
Prese il profumo delle rose e il bianco del biancospino, agitò bene…
…ed ecco voilà il sapone!

C’era una volta una giornata di sole e di vacanza.
L’omino che abitava la casa bianca e gialla della nostra storia si alzò e accese il grammofono da camera che trasmetteva La festa delle lucciole.
Non aveva mai ascoltato questa canzone, ma la trovò così azzeccata che pensò: “è vacanza, c’è il sole, mia moglie è ancora a letto, i bimbi ronfano…”
E prenotò un tavolo nel ristorante del bosco.
Per la sera.

C’erano una volta due fratelli gemelli, che studiavano uno di qua e uno di là dalla scrivania.
Uno doveva disegnare e accese il grammofono e l’altro disse: “oh spegni”.
“No dai” disse l’uno “senti qua”.
“Ma dai spegni ti ho detto” disse l’altro, che però nel frattempo ascoltava Menestrello da strapazzo.
Uno disegnava.
L’altro tamburellava sulla copertina.
Alzando solo le sopracciglia disse: “va be’, dai, lascia acceso”.

C’erano una volta due bimbi, figli di un omino che insegnava italiano e storia, che avevano sonno.
Era sera e il tramonto diceva ciao fuori dalle nuvole. “Ci leggi la favola?” dissero a canone all’omino.
L’omino guardò sua moglie che era di schiena, aprì l’album e incominciò a leggere L’uomo dalle poche parole, indicando le illustrazioni e aggiungendo dettagli.
I bimbi si addormentarono e sognarono.

…e l’omino si svegliò.
Quella notte aveva fatto una manciata di sogni.
Accese il grammofono, incastrò sul pirulino “Tre civette sul comò” di Naif Herin (brava, bella, poliglotta, polistrumentista, cantante in bilico fra tutto)…
…e ricominciò a sognar.

Annunci

~ di debenedittismatteo su 2 aprile 2011.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: