Sergio Manghi – la conoscenza ecologica

Pubblico, per (insufficiente) riconoscenza, la relazione d’esame che scrissi nel 2007 per il prof Sergio Manghi a commento del suo corso e del suo testo: la Conoscenza Ecologica.

Risulterà inconcepibile a chi non conosce Bateson e Girard, qualcosa di Baumann – o Manghi stesso.

Università di Parma – Ssis – VII ciclo

SOCIOLOGIA DELLA SCUOLA
prof. Sergio Manghi.

Matteo De Benedittis, matricola 855.

1. Quali sono le funzioni della cornice nei processi di conoscenza?

Intanto, conoscere è creare. L’assente meta-pittore del quadro di Magritte non ha conosciuto e poi copiato il panorama fuori dalla finestra: l’ha inventato. Che questo panorama e la sua ri-creazione sulla tela siano identici è solo una delle possibilità (una delle più remote, anche). La mente, per poter conoscere la realtà, la filtra, ri-creandola dandole immediatamente e inconsapevolmente dei confini (il foglio, la pellicola, la metrica, il silenzio). La cornice risponde al bisogno che l’uomo ha di senso, di direzione, di determinatezza. Queste cornici permettono di distinguere tra oggetto e lo sfondo: l’oggetto è interessante, lo sfondo non interessa l’atto creativo della sua conoscenza. Allo stesso tempo la cornice (creazione mentale, inesistente in realtà) ci avverte che l’oggetto e lo sfondo non sono esistono alternativamente (aut/aut) ma contemporaneamente (et/et), spingendoci a fare zigzag fra dentro e fuori, fra figura e sfondo: la cornice è più importante del quadro, lo crea.

2. Cosa si intende con la frase “penso dunque siamo”?

Uno dei più attivi idoli umani (magico e, oggi, anche tecnico) ci mostra la mente come un potere che dirige unidirezionalmente il contesto nel quale è inserita tramite una serie di rapporti di causa-effetto. “Abracadabra!” …e la principessa si innamora; pigio il tasto …e parte la macchina; penso quindi sono; A quindi B. Il primato e la responsabilità ce l’ha A: la mente. E l’effetto appare come certo. Infatti, se l’effetto non è come previsto, ci si sente traditi. C’è un’alternativa a questo sistema tendenzialmente fallimentare (sentirsi traditi è frequente). Al primato del controllo unidirezionale si può sostituire il primato della relazione. Il centro non è A, ma A+B. Anzi: +A+B+ (anche A e B sono inseriti nella danza di relazioni ininterrotte che ogni organismo fa con gli altri). Il primato/responsabilità non è tutta di A, ma un po’ di A, un po’ di B, un po’ di C… L’effetto, come nel Croquet delle Meraviglie, non è quasi mai certo. E’ aperto. A pensa, quindi A+B+C sono.

3. In che senso alcolismo e anoressia possono costituire una parodia involontaria della nostra normalità?

Intanto cos’è la “nostra normalità”? E’ la “normalità” individualista nella società dell’immagine, cioè “cercare di ricevere un applauso immaginario il più ampio possibile per le proprie esibite doti di autocontrollo”. Alcolista e anoressica ricevono questo input: “se vuoi ce la fai”. Un chiaro esempio di controllo mentale unidirezionale, che si svincola dalla danza delle relazioni dalla quale nasce e diventa fine a se stesso. L’alcolista deve accettare che sarà sempre dipendente dalla bottiglia, per poter smettere di bere. L’anoressica deve riconoscere di essere in rivalità simmetrica e mimetica con le altre magre (invece di riconoscere solo l’invidia altrui, che appaga il suo applauso immaginario). Alcolista ed anoressica hanno bisogno di sentirsi e sapersi dipendenti, per non esserlo patologicamente. Estremizzandolo, fanno la parodia di ciò che fanno tutti (governare l’ambiente in modo unidirezionale). Una parodia involontaria, in-cosciente, cieca. Come tutti.

4. Collegare un argomento tratto dai testi o dalle lezioni con un testo non richiamato a lezione e ritenuto personalmente pertinente.

Grigliata mistica
da un corso (troppo) ricco fermentano alcune suggestioni
– in (poco più di) quindici righe –

CORNICI CONFUSE 1: La Torah contiene la non-Torah: le cornici si (con)fondono. Il 30% circa della Torah (tutta Genesi e metà Esodo) parlano di un tempo in cui la Torah stessa non esisteva ancora. La Genesi è interamente nella Torah e interamente senza Torah. Ciò permette a Gesù di dire: avete inteso che fu detto… ma in principio non era così . Restare nella cornice Torah, uscendone.
CORNICI CONFUSE 2: Borges: la Biblioteca di Babele confonde la distanza fra la cornice del libro fisico nelle mani del lettore e quello narrato negli scaffali della Biblioteca.
CORNICI CONFUSE 3: L’opera dell’incisore M. C. Hescher racconta incessantemente lo sfuocarsi, il trasformarsi, il crearsi e ri-crearsi delle cornici.

EPIFANIE RELAZIONALI 1: L’Oscar per il Miglior Film “Crash” narra le relazioni, subordinando i personaggi.
EPIFANIE RELAZIONALI 2: Il detto Nemo propheta in patria mi ha spesso interrogato. Letto alla luce batesoniana rivela un conflitto fra simmetria e complementarietà. I patrioti cercano una relazione simmetrica (compaesano-compaesano), il profeta ne propone una complementare (profeta-discepolo).

FRAGILI SACRALITÀ: La masturbazione/pornografia: come nell’alcool e nell’anoressia, un alto (il più alto?) atto sacro (sentirsi fisicamente parte di una triplice relazione: uomo-donna-figlio, confondendo le tre cornici) perde la sua relazionalità. Vige l’illusione di controllare la propria sessualità: nel maschio l’illusione di controllare il possesso e nella femmina l’illusione di controllare la seduzione, entrambi vietano l’apertura della relazione a un altro attore (concepimento).

Annunci

~ di debenedittismatteo su 14 aprile 2011.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: