# 40 Jovanotti – Ora – Le tasche piene di sassi

Bella canzone. Pelle d’oca e brividi. Stellare e neonata.

Le frasi del ritornello sono attinte al lessico di un bambino (vienimi a prendere – arriva subito – non so leggere – mi vien da piangere), mentre le strofe descrivono il cosmo e la sua meraviglia.

Davanti alla meraviglia del cosmo l’uomo è come un bambino.
Davanti alle galassie l’uomo può solo andare a caso (giocano a dadi – forse Jovanotti risponde alla frase di Einstein: “Dio non gioca a dadi”… ok, Dio non va a caso, ma l’uomo sì).
L’uomo vive a tentoni, azzardando risposte.
Azzarda risposte, è vero, ma è immerso nella magia.
Magia che resta sul tavolo, che è la vera posta in gioco della vita.
Scommettere sulla meraviglia.
La meraviglia gratuita e disinteressata di cui ci parlano ogni giorno il cielo, le libellule e i fiori.
Davanti ai quali siamo bambini che piangono, bambini che non sanno nulla, che si sentono persi.
Che possono offrire solo una vita povera.
Una vita fatta di passi, di sassi, di stracci, di emozioni (battiti) e relazioni (occhi pieni di te).

Bambini davanti alla magia. E alla musica.
(Che senso ha l’emozione? E’ inutile l’emozione che crea la musica? O è forse lì la magia?)

Un testo, mi verrebbe da dire, che ridimensiona l’uomo nella sua vera dimensione: la piccolezza.

Volano le libellule,
sopra gli stagni e le pozzanghere in città,
sembra che se ne freghino,
della ricchezza che ora viene e dopo va,
prendimi non mi concedere,
nessuna replica alle tue fatalità,
eccomi son tutto un fremito ehi.

Passano alcune musiche,
ma quando passano la terra tremerà,
sembrano esplosioni inutili,
ma in certi cuori qualche cosa resterà,
non si sa come si creano,
costellazioni di galassie e di energia,
giocano a dadi gli uomini,
resta sul tavolo un avanzo di magia.

Sono solo stasera senza di te,
mi hai lasciato da solo davanti al cielo
e non so leggere, vienimi a prendere
mi riconosci ho le tasche piene di sassi.

Sono solo stasera senza di te,
mi hai lasciato da solo davanti a scuola,
mi vien da piangere,
arriva subito,
mi riconosci ho le scarpe piene di passi,
la faccia piena di schiaffi,
il cuore pieno di battiti
e gli occhi pieni di te.

Sbocciano i fiori sbocciano,
e danno tutto quel che hanno in libertà,
donano non si interessano,
di ricompense e tutto quello che verrà,
mormora la gente mormora
falla tacere praticando l’allegria,
giocano a dadi gli uomini,
resta sul tavolo un avanzo di magia.

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~ di debenedittismatteo su 2 maggio 2011.

Una Risposta to “# 40 Jovanotti – Ora – Le tasche piene di sassi”

  1. Sono una “vecchia” maestra di scuola primaria, vorrei far conoscere ai miei allievi di terza la struttura e la bellezza della poesia partendo dalla canzone di Jovanotti “le tasche piene di sassi”. Complimenti per la sua idea di “insegnamento” se fossimo in molti a pensarla cosi’ la scuola non soffrirebbe di abbandoni. Ancora complimenti

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