MIRABILE MANO Dante incontra Caravaggio nel girone degli Omicidi

MIRABILE MANO
Dante incontra Caravaggio nel girone degli Omicidi

E menommi verso un fiume rosso,
vedemmo ribollir nel sangue atroce
assassini immersi nel corso mosso.
Correan centauri dal piè veloce
il grande Chirone che al petto mira
scocca saetta che all’anima nuoce.
“ Qui si piagnon le genti che pien d’ira
uccisero impietose senza core”
il maestro lentamente sospira.
Or ci movemmo con grande tremore
verso un dannato che ai piedi coceva.
“ Michelangelo Merisi il pittore
io fui” disse l’anima che ardeva.
“ A Caravaggio ebbi il mio natale,
presto la mia fama si spargeva
per l’arte di dipingere reale.
Bravo fui nelle nature morte,
ma dipinsi anche in modo magistrale
di Matteo discepolo la sorte.
A questa dura pena son dannato
perché in vita mea uccisi forte”.
Mi volsi a lui con sguardo indignato:
“ Mirabile mano ti fu donata,
la tua amabil vita hai sprecato,
ora, la tua anima castigata”.
“ Non infierir ancora in questa pena,
questo dannato fece cosa errata”
dissemi il maestro con voce piena.
Ed io mi volsi al mar di tutto il senno.
Dissi: “ Come giungerem ad altra scena?”.
Lo duca mio seguii al suo cenno.

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~ di debenedittismatteo su 25 giugno 2013.

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