Breaking Bad: di chi è la colpa? – considerazioni alla fine della quarta serie.

Breaking Bad

Per commentare questo telefilm dove i capelli cambiano insieme ai personaggi devo prenderla alla larga.
Del resto, se vi è piaciuto BreakingBad, apprezzerete il “prenderlallalarghismo”.

Ho passato le prime tre serie a chiedermi cosa ci trovassero da osannare tutti quelli che me l’avevano osannato come il miglior telefilm eccetera.
Ma piaceva a mia moglie, quindi ok.
Non mi piaceva soprattutto il ritmo. Arrivando da serie serratissime come Utopia, Black Mirror e Sherlock (e Bates Motel, dai, meno ritmato ma ok) viste tutte in viaggio di nozze, Breaking Bad è di una lentezza quaresimale. Puntate da 45 minuti che potevano durarne venti in meno.
Non mi piacevano le scene accellerate e le musichette allegre fuori luogo. Non mi convincevano i siparietti prima della sigla, spesso gratuiti e inutili. Addirittura il (finto) colpo di scena sul finale della [SPOILER] seconda serie [FINE SPOILER] mi aveva fatto sentire preso in giro (ma mai quanto le prime tre puntate di Lost) e avevo seriamente pensare di mollare lì.

Poi. Poi è arrivata la quarta serie.
Dove ho capito. Ho capito le cose belle di questa serie. Le due cose belle.
1. Non si sa a chi dare la colpa. 2. Si vedono le conseguenze delle proprie azione.
Davvero.
E’ la cosa bella del telefilm.
Entrambe queste cose belle si basano sul fatto che – come Lost, come Games of thrones, come Walking Dead – anche questa serie tv è una serie “relazionale”. La storia va avanti grazie alle interazioni fra i personaggi, che co-evolvono insieme e non privatamente. La storia di ogni personaggio è strettamente collegata alla storia degli altri personaggi. Sono storie corali, dove è il coro che danza insieme a creare la trama, non i singoli solisti.
E’ per questo che non si sa a chi dare la colpa.

Quando i protagonisti commettono dei [SPOILER] crimini [FINE SPOILER] non sai mai chi è il cattivo (il titolo della serie forniva qualche ipotesi a proposito, ammetto). Non sai chi è il buono. Ma soprattutto non sai chi è il cattivo.
Ad esempio: Walter inizia a cucinare [SPOILER] la droga [FINE SPOILER] perchè Hank l’ha invitato con lui durante un’operazione di polizia, quindi Hank ha un ruolo in questa scelta di Walter: un ruolo non centrale, va bene, ma un ruolo ce l’ha.
Alla fine dell’articolo trovi altri esempi spoilerati.

Poi ogni protagonista, da quelli principali fino ai secondari, ha molte puntate di tempo per vedere gli effetti delle sue azioni. E’ proprio la dimensione del telefilm a rendere possibile questa dinamica: nei film il tempo è troppo poco per rendere conto delle azioni dei personaggi, che danno meno frutti. Da questo punto di vista il telefilm diventa più simile ad un romanzo, dove l’abbondante numero di pagine permette di sviluppare sentimenti, pensieri e reazioni dei protagonisti.

Esempi.

E qua scattano gli spoiler veri. Quindi se non avete visto la serie fino alla fine e non volete rovinarvi i colpi di scena, meglio fermarsi qui.

!SPOILER ALERT!
ATTENZIONE SPOILER IN ARRIVO.
!SPOILER ALERT!

– Di chi è la colpa?

La morte di Jane: di chi è la colpa? Di Jesse che l’ha spinta a drogarsi di nuovo? Di Jane che ha proposto l’eroina? Del padre di Jane che gli ha dato un giorno in più prima di tornare in riabilitazione? Di Walter che poteva metterla su un fianco e non l’ha fatto? Di Jane che ha minacciato Walt?

La morte di Gale: è colpa di Gale stesso che ha convinto Gus a chiamare Walt all’interno del laboratorio (come ci conferma l’episodio pre-sigla)? è colpa di Jesse che ha premuto il grilletto? è colpa di Walt che ha telefonato a Jesse? è colpa di Gus che ha messo alle strette Walt?

La morte di Gus: è colpa di Walt che ha costruito la bomba? è colpa di Jesse che gli ha rivelato dell’incontro fra Gus e Salamanca? è colpa di Walt che probabilmente ha avvelenato Brock per far passare Jesse dalla sua parte? è colpa di Hector che ha acconsentito al proprio suicidio pur di vendicarsi? è colpa di Tyrus che non ha visto la bomba mentre cercava cimici e telecamere? è colpa di Gus che si è vendicato con troppa hybris, generando l’odio e la disponibilità alla contro-vendetta di Hector?
E, ancora più indietro: non ha forse un ruolo Skyler, che, dando i soldi a Ted, ha impedito a tutti di fuggire, generando in Walt questo piano estremo? E quindi non è anche colpa di Ted, che ha voluto riassumere Skyler?

L’impossibilità di dare una colpa certa, racconta molto bene come le responsabilità (colpa o merito) delle nostre azioni, in realtà, non siano mai singole e personali, ma che SEMPRE derivino da una rete di relazioni.
E quindi è sempre colpa nostra, ma anche colpa degli altri. O, se preferiamo, non è interamente colpa nostra nè interamente colpa degli altri. Oppure, è merito nostro, ma anche merito degli altri.

– Le conseguenze delle proprie azioni.

Ciò non toglie che le scelte, anche se nate in un tessuto relazionale (e quindi mai private, individuali, solitarie) abbiano delle conseguenze, con le quali i protagonisti di Breaking Bad hanno a che fare.

Sono esemplari soprattutto due eventi: la morte di Jane e la morte di Gale.
Il personaggio principale che racconta con profondità le conseguenze interiori delle proprie scelte è soprattutto Jesse.
La riabilitazione, il messaggio nella segreteria del cellulare di Jane e la partecipazione ai metanfetamisti anonimi sono le conseguenze della morte di Jane. La degradazione di casa sua, lo sperpero dei propri averi (anticamera e sublimazione del suicidio) e il videogioco Rage invece richiamano l’uccisione a sangue freddo, senza motivi personali, di Gale.

Anche Walter però è sensibile alla morte di Gale, soprattutto tramite le indagini di Hank. Rivedere il quaderno di appunti e il video di Gale, l’ammirazione amorevole che Gale provava per lui non gli sono indifferenti.

FINE SPOILER

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~ di debenedittismatteo su 1 luglio 2014.

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