Gozzano e Svevo: prosa e poesia nella stessa (?) inettitudine

] tesi: _Svevo è la versione in prosa di Gozzano; Gozzano è la versione in versi di Svevo_

((corollario: _non mi pare che i due grandi autori si conoscessero/citassero/leggessero vicendevolmente – del resto la fama di Svevo sboccia quasi dieci anni dopo la morte di Gozzano, e Svevo sembra un lettore più da romanzi che da poesie. ++ ciononostante ++ Se qualcuno ha notizie al contrario o a riguardo, è pregato di condividere: lo ringrazio in anticipo))

[] prima argomentazione: _sia Svevo che Gozzano parlano di inettitudine_

[] [] seconda argomentazione: _l’inettitudine della *Via del Rifugio* e dei *Colloqui* è molto simile a quella di *Una Vita* e *Senilità*: il protagonista è un intellettuale che preferisce un mondo di sogno alla realtà del mondo [con particolare riferimento alle relazioni femminili].

{} prima obiezione: _E la *Coscienza di Zeno*?

[] [] [] prima confutazione: _Zeno Cosini, ammesso e non concesso che sia un inetto, ha in comune con Gozzano la narrazione in prima persona, tipica delle liriche gozzaniane.

{}{} seconda obiezione: _Sia concesso sostenere che la prima persona di Svevo e la prima persona di Gozzano svolgono funzioni narrative ben differenti.

[] [] [] [] concessione dell’oratore: _Si conceda.
_La funzione della prima persona in Gozzano è di sincerità di autenticità, di confessione tramite lo strumento poetico. Le sue raccolte appaiono come il confessionale, lo sfogo, lo specchio. ((E la terza persona di Totò Merumeni sia da considerarsi un’eccezione))
_La funzione della prima persona in Zeno è opposta, di filtro menzognero e inattendibile. Se in *Una Vita/Senilità* il narratore in terza persona è alleato col lettore nello smascherare le falsità di *AlfonsoNitti/EmilioBrentani*, ne *La Coscienza* tale alleato viene a mancare, rendendo impossibile stabilire il vero o il falso.

{}{}{} concessione dell’obiettore: _L’obiettore si ritiene soddisfatto. Altro da aggiungere.

[] [] [] [] [] conclusione: _L’oratore ringrazia l’obiettore e i lettori. Concluderemmo con un divertissment cronologico, che vede l’opera di Gozzano conchiusa temporalmente fra le due fasi della narrazione sveviana: quella dell’inettitudine (*Vita/Senilità*) e quella dell’inattendibilità (*Coscienza di Zeno*). In tale proposta cronologica le tre fasi si delineano quali:
| 1892-1898 – Svevo parte uno –
t e m a : °Emilio/Alfonso° confliggono fra sogno e realtà.
f o r m a : Inettitudine in terza persona, smascherata dall’autore.
|| 1911-13 – Gozzano –
t e m a : In °guidogozzano° confligge fra sogno e realtà.
f o r m a : Inettitudine in prima persona, confessata dall’autore.
||| 1923 – Svevo parte due –
t e m a : In °Zeno° confliggono sogno e realtà, passato e presente, malattia e salute.
f o r m a : Inettitudine in prima persona, mistificata dall’autore.

[+] ghost argomentazione _*Le farfalle/Epistole entomologiche*, in cui Gozzano abbandona/guarisce/supera il tema dell’inettitudine per giungere al tema della Natura, farebbero forse da pendant alla *Coscienza* che, a suo modo, supera il tema dell’inettitudine?

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~ di debenedittismatteo su 22 febbraio 2015.

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