No che non mi stanco – autocitazioni in Lorenzo 2015 cc!

No che non mi stanco – citazioni ed autocitazioni nell’ultimo disco di Lorenzo Jovanotti: 2015 cc

La figura retorica più presente in Jovanotti è la citazione.
Non è vero.
Intanto non è detto che la citazione sia una figura retorica.
E poi la più presente è sicuramente la rima.
Seguita – a occhio e croce – dalla metafora.
Comunque. Di citazioni ne fa parecchie. Ed è bellissimo.
La citazione è una delle figure retoriche più simpatiche che esistano. La citazione è una strizzatina d’occhio, dice a chi ascolta: “ci capiamo” oppure “conosciamo le stesse cose”. Non è bello quando una persona parla di qualcosa che conosciamo anche noi? Ce la rende famigliare, vicina, amica.
Si diventa amici facendo le stesse esperienze, avendo interessi simili, citando le stesse cose.
E Lorenzo infatti fa canzoni amichevoli.
Non solo: noi siamo una citazione vivente. Tutti, sistematicamente, citiamo le persone che abbiamo incontrato, più o meno consciamente. Siamo un puzzle di citazioni. Citazioni passate e presenti (e chissà, forse anche future). Quando insegno mescolo i miei prof, mio papà, mia mamma, la Lucia, Checco, gli studenti che ho davanti, gli studenti dell’anno prima, Cesare Cremonini, i Rage Against The Machine, Isaia, Banksy, Giuliano, Muhammad Yunus, Mattia, Cappuccetto Rosso, me stesso. Eccetera.
Non nel senso che ripeto quello che dicono, intendiamoci, ma che rifaccio quello che facevano, penso quel che pensavano, vivo quel che vivevano – tutto mescolato.
Quindi la citazione è una figura retorica che parla della vita.
Jova cita moltissimo, cultura pop (“altro che Lady Gaga” in Il più grande spettacolo dopo il Big Bang) e cultura top (“amor ch’a nullo amato amar perdona porco cane” in Serenata rap – oppure il Carme V di Catullo nel “bacio poi un bacio poi un bacio poi altri cento” di Mezzogiorno), e dopo ne parliamo.
Ma capita anche di citare se stessi. Quando lo si fa troppo spesso si diventa o fastidiosi o simpatici.
Quando lo fa Lorenzo a me è simpatico.

Lorenzo aveva citato se stesso almeno due volte.
Nel 1994, in “Attaccami la spina” citava un verso di “Non m’annoio” [1992]: …e no che non mi stanco io no che non mi stanco…
Nel finale di “Estate” [2012] citava, vent’anni dopo, la sua “Estate 1992”.

In “2015 cc”, l’ultimo disco si autocita varie volte. Ho giocato a contarle.

RAGAZZA MAGICA:
*mille violini suonati dal vento* – esplicita citazione da +l’ultimo bacio+
*tutto parla di te* – esplicita citazione da +chissà se stai dormendo+

STORIE VERE
*il più incredibile spettacolo di un uomo che* – presumibile citazione da +il più grande spettacolo dopo il big bang+

FONDAMENTALE
*che è madre, che è padre, fratello e sorella* – ipotizzabile citazione da +Soleluna “madre padre figlio sorella fratello “+

7 MILIARDI
*tutto il cielo si riflette* – probabile citazione da +La notte dei desideri “tutto il cielo si riflette nel mio occhio”+

Ecco, ho trovato questi.
Se ne trovate altri ditemelo, dai.

Appena riesco un post sulle “citazioni” di altri autori nei testi di Lorenzo 2015 cc.
Ciao!

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~ di debenedittismatteo su 6 aprile 2015.

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