LA FINE DELL’IMMAGINARIO?

Stamattina a pagina tre si parlava della fine dell’immaginario: la tesi di fondo era “sono decenni che ci viene riproposto un immaginario anni 80”. E gli esempi, giustamente erano: star wars, stranger things, transformers, gijoe, IT, twin peaks ecc…
Si aggiungeva inoltre che l’immaginario rigurgitato dei nostri decenni non ha la dirompenza, la cattiveria, il coraggio che avevano originato tali saghe, e a ciò si è sostituita una pianificazione commerciale a tavolino, che appiattisce ogni sperimentazione (e anche l’incoscienza, l’improvvisazione, l’andare a tentoni). Il risultato sono gli sbadigli in sala e un immaginario rigurgitato.
E, come ogni rigurgito, fa passare l’appetito.
(Trovate il podcast completo della puntata qui)

Sicuramente c’è del vero in questa analisi (come dimostra il triste episodio VIII di Star Wars, o l’abborracciato IT del 2017), ma non la sposo pienamente.
Per due motivi: 1) esiste un nuovo immaginario (forse addirittura ne esistono due) e 2) c’è il modo di far rivivere un immaginario già conosciuto senza rigurgitarlo, ma ri-cucinandolo.

Il nuovo immaginario non va cercato al cinema: sono le serie tv. Per prenderne una: Breaking Bad.
Il nuovo immaginario è quello degli anti-eroi delle serie tv. Il nuovo immaginario è Black Mirror, Utopia, Gomorra, House of cards, Game of Thrones, Tredici.
Cos’hanno in comune queste serie tv (che stanno creando l’immaginario degli anni zero e dieci del Duemila)?
Non ci sono eroi, solo anti-eroi. Il protagonista è (in varie sfumature) cattivo, immorale, fallito. Sono storie senza lieto fine.
Il finale non-lieto è il nuovo immaginario.
Del resto, il lieto fine ha comandato per un secolo (da quando Hollywood, finita la prima guerra mondiale, spodestò Torino come capitale del cinema mondiale), ma non sempre è stato così.
Shakespeare metteva in scena più traagedia che commedie, e così anche il teatro greco: le grandi storie spesso vanno a finire male. Almeno tanto spesso quanto quelle che vanno a finire bene.
Per un secolo ci siamo assuefatti a lieti-fine: ora abbiamo il diabete.
Quindi il nuovo immaginario è “tragico”, tecnicamente. Breaking Bad va a finire male, così come Black Mirror, Utopia, Tredici, House of cards e (forse) Game of thrones.
Quindi non è del tutto esatto che non esista un nuovo immaginario: di fianco al rigurgito degli anni 80, abbiamo anche una nuova estetica, guidata dalle serie tv e tendenzialmente priva di lieto fine.

(Parentesi sul genere fantasy: grazie al Signore degli Anelli e a Harry Potter questo genere ha creato l’immaginario del Duemila. Le produzioni cinematografiche ispirate a Tolkien sono tutte nel nuovo millennio, così come anche i film dedicati al maghetto cicatrizzato. Non si può in alcun modo ricondurre questo immaginario – che ha collettivamente spopolato – agli anni 80, o ad un rigurgito precedente: sia il film del Signore degli Anelli che la saga della Rowling sono prodotti originali del nuovo millennio, e i riferimenti all’estetica fantasy precedente – D&D, o Conan, per dire – sono completamente assenti in Harry Potter e forse presenti, solo flebilmente, nella trilogia di Peter Jackson.
L’immaginario fantasy, quindi, E’ un immaginario nuovo, almeno a livello cinematografico, di cui si possono discutere i risultati, ma non la novità.)

E poi ci sono anche dei rigurgiti di immaginario del passato che non sono rigurgiti, ma prelibatezze. In una parola: i cinecomic.
Gran parte degli ultimi film dedicati ai personaggi dei fumetti sono ben fatti. La trilogia di Nolan dedicata a Batman (e la splendida parodia che i lego ne hanno fatto in Lego Batman The Movie), le avventure degli Avengers e dei Guardiani della Galassia, il magnifico Logan, perfino i risultati alterni dell’Uomo Ragno. Aggiungo anche il film tratto da Watchmen, che, oltre ad essere fedele al fumetto, addirittura lo migliora.
Non c’è paragone fra la qualità cinematografica delle produzioni supereroistiche dell’ultimo decennio e i rigurgiti di Transformers o Star Wars o IT.
Un nuovo vecchio immaginario è possibile.

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~ di debenedittismatteo su 15 gennaio 2018.

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