IT (Stephen King) – linea del tempo

•6 novembre 2017 • Lascia un commento

La Linea del Tempo di IT (Stephen King) 


!!! ATTENZIONE SPOILER !!!


Uno dei principali motivi di fascino del romanzo IT è l’intrecciarsi dei piani temporali. Il passato, il trapassato e il presente si alternano, creando suspense e interesse nel lettore. Mi sono divertito a rimettere in ordine gli avvenimenti principali della storia, dividendoli in tre categorie: gli antefatti (tutto ciò che avviene prima dell’inizio del romanzo, per lo più avvenimenti raccontati da Mike negli interludi), il passato dell’infanzia (ovvero tutti gli avvenimenti del 1958) e il presente da adulti (ovvero tutti gli avvenimenti del 1985).

Dopo alcuni fatti troverete la dicitura “massacro del risveglio/letargo”, perchè IT si risveglia ogni 25 anni circa con un massacro e torna in letargo dopo un paio d’anni con un altro massacro: tutti i massacri sono in qualche legati all’acqua o al fuoco (come, del resto, quasi tutte le morti presenti nel romanzo… Eddie uccide Henry con una bottiglia d’acqua, ad esempio).

Quando è stato possibile ho indicato, oltre all’anno, anche il mese e il giorno.

Antefatti

1877 (massacro del risveglio – acqua): Quattro linciaggi, fra cui un predicatore laico della chiesa metodista che annega i figli e spara alla moglie

1879 (massacro del letargo – acqua): Massacro di un gruppo di boscaioli perso nella neve

1905 (massacro del risveglio – fuoco): Un sindacalista piromane, Claude Heroux, compie una strage a colpi di ascia al Dollaro d’Argento.

1906, Pasqua (massacro del letargo – fuoco): Eplosione ferriere Kitchener

1929, ottobre (massacro del risveglio – fuoco): Massacro della banda di Bradley

1930 (massacro del letargo – fuoco): Rogo del Punto Nero

1937-1950Si perdono le mappe delle fogne di Derry: “Stiamo parlando di qualcosa come quattro o cinque chili di disegni finiti nel nulla fra il 1937 e il 1950. Voglio dire con questo che nessuno sa dove vadano tutte quelle dannate gallerie, né perché”.

Infanzia – 1957-58 (127 scomparse, fra i tre e i diciannove anni).

1957, autunnoAlluvione: massacro del risveglio (acqua). Morte di Georgie Denbrough. Suo fratello Bill ha dieci anni.

1958, 28 marzoRichie viene inseguito dalla banca di Henry e ha la visione della statua di Paul Bunyan che lo vuole affettare.

1958, maggio: Mike gioca alle ferriere e viene attaccato dall’uccello enorme.

1958, ultimo giorno di scuola: Ben è inseguito dalla banda dei bulli e si nasconde nei Barren, dove incontra Bill e Eddie che stavano costruendo una diga. Eddie ha un attacco d’asma. Il giorno dopo, insieme a Richie e Stan, costruiscono una vera diga, finchè non li interrompe il signor Nell.

1958, 21 giugno: Scompare Ed Corcoran.

1958, fine giugno: Ben e Richie vanno al cinema con Beverly. Sono inseguiti dai bulli e Bev si unisce al club dei Perdenti. Gli omicidi di bambini continuano e tutti i Perdenti raccontano di aver visto qualcosa di strano: Eddie il lebbroso a Neibolt Street, Ben la mummia, Beverly il sangue, Stan i bambini morti. Bill e Richie vedono animarsi l’album delle foto di Georgie, ecc…

1958, 3 luglio: Apocalittica battaglia a sassate: Mike, inseguito dai bulli, si unisce al club dei Perdenti.

1958, 17 luglioIl club fa il rituale del fumo dentro il loro rifugio sotterraneo, nel quale Mike e Richie vedono l’arrivo di IT.

1958, 25 luglio: Vanno nella casa abbandonata di Neibolt Street: feriscono IT sotto forma di licantropo con un proiettile d’argento. Successivamente Beverly, cercando i suoi amici nella discarica, vede i bulli insieme a Patrick Hockstetter. Assiste alla morte di Patrick.

1958, 10 agosto: Henry, Victor e Belch inseguono i Perdenti fin nelle fogne. I Perdenti trovano IT nella sua tana, lo sconfiggono ma senza ucciderlo del tutto. Eddie perde l’orientamento nella via del ritorno, allora Beverly fa l’amore con tutti, e a Eddie ritorna il senso dell’orientamento. Escono dalle fogne e fanno il giuramento, su proposta di Stan, iniziando già a dimenticarsi gli uni degli altri.

1958, 15 agosto : Iniziano a dimenticare.

1958, autunno: Henry uccide il padre.

Da adulti – 1984-85

Tutti i Perdenti se ne sono andati da Derry, tranne Mike. Tutti hanno fatto successo, tranne Mike. Tutti hanno dimenticato IT e la loro infanzia, tranne Mike. Nessuno ha figli, sono tutti sterili, Mike compreso.

1984, estate: Morte di Adrian Mellon (massacro del risveglio – acqua).

1985, gennaio, febbraio, marzo: Primo, secondo e terzo interludio di Mike, nei quali studia la storia di Derry, e i massacri raccontati come antefatti. Capisce come funziona IT.

1958, 28 maggio: Dopo undici omicidi simili a quelli della loro infanzia, Mike si decide a chiamare gli altri, ricordandogli il giuramento. Tutti ritornano a Derry, tranne Stan, che si uccide. Henry Bowers fugge da Juniper Hill, il manicomio.

1958, 29 maggio: Passano la serata al ristorante e a girare per Derry, cercando di risvegliare le memorie della loro infanzia. Tutti incontrano IT, che vuole spaventarli. Henry cerca di uccidere Mike, ferendolo gravemente, e poi va ad assalire Eddie, spezzandogli un braccio. Eddie lo uccide. Dopo la morte di Henry, i Perdenti rientrano nelle fogne, dopo aver saputo del ferimento di Mike. Tom Rogan e Audra, che hanno inseguito i rispettivi coniugi a Derry, si incontrano: Tom è posseduto da IT e repisce Audra, portandola nella tana di IT, come esca per Bill… Tom muore e Audra perde la ragione. Beverly e Bill fanno l’amore.

1985, 30-31 maggio: Tornano tutti nelle fogne, tranne Mike che è all’ospedale. Uccidono IT, ma Eddie muore. Un’alluvione distrugge completamente Derry. (Massacro della morte di IT – acqua). I Perdenti cominciano già a dimenticarsi gli uni degli altri. Bev se ne va con Ben.

1985, 4-10 giugno: quarto e ultimo interludio di Mike.

1985, 10 giugno: Bill risveglia Audra.

1986: Stephen King pubblica IT, dopo averlo scritto nei 5 anni precedenti.

Annunci

IT di Stephen King – l’INDICE

•5 novembre 2017 • Lascia un commento

Ho appena finito di leggere IT di S. King, e nella mia edizione manca l’indice. Anche in altre edizioni italiane che ho sfogliato manca. Non ho idea se nelle edizioni americane ci sia o no. Forse è una precisa scelta dell’autore. Potrebbe voler preservare alcuni colpi di scena, oppure far procedere i suoi lettori “al buio”, come i protagonisti del romanzo nelle fogne. O forse un indice toglie la magia, chissà. In ogni caso, io trovo gli indici dei libri molto interessanti e molto utili e così offro ai visitatori di questa pagina uno strumento che forse può diventare una mappa nel muoversi nell’universo di Derry e dintorni.

Ecco a voi, quindi, l’INDICE di IT (senza SPOILER).
Fra parentesi quadre c’è il numero di paragrafi per ogni capitolo.

PARTE PRIMA – la prima volta dell’ombra
1 dopo l’alluvione (1957) [4 paragrafi]
2 dopo la festa (1984) [18 paragrafi]
3 sei telefonate (1985) [6 paragrafi]
1 stanley uris fa il bagno
2 richie tozier cambia aria
3 ben hanscom beve un bicchierino
4 eddie kaspbrak prende la sua medicina
5 beverly rogan le busca
6 billdenbrough si eclissa

DERRY PRIMO INTERLUDIO

PARTE SECONDA – giugno 1958
4 il capitombolo di ben hanscom [12 paragrafi]
5 bill denbrough batte il diavolo [9 paragrafi]
6 uno dei dispersi: una vicenda dell’estate del ’58 [6 paragrafi]
7 la diga dei barren [8 paragrafi]
8 la stanza di georgie e la casa di neibolt street [14 paragrafi]
9 le grandi pulizie [12 paragrafi]

DERRY SECONDO INTERLUDIO

PARTE TERZA – adulti
10 il ritorno [6 paragrafi]
11 passeggiate [6 paragrafi]
12 tre ospiti non invitati [9 paragrafi]

DERRY TERZO INTERLUDIO

PARTE QUARTA – luglio 1958
13 l’apocalittica battaglia a sassate [9 paragrafi]
14 l’album [6 paragrafi]
15 la prova del fumo [6 paragrafi]
16 il braccio di eddie [8 paragrafi]
17 un altro dei dispersi, la morte di patrick hockstetter [7 paragrafi]
18 la fionda ad alta precisione [12 paragrafi]

DERRY QUARTO INTERLUDIO

PARTE QUINTA – il rito di chud
19 nella veglia notturna [12 paragrafi]
20 il circolo si chiude [6 paragrafi]
21 sotto la città [13 paragrafi]
22 il rito di chud [12 paragrafi]
23 fuori [9 paragrafi]

DERRY ULTIMO INTERLUDIO

EPILOGO


 

!!! ATTENZIONE, SEGUONO SPOILER !!!

 


Ed ora, a seguire, l’INDICE di IT CON SPOILER, per chi l’ha già letto e vuole ripassarlo.

PARTE PRIMA – la prima volta dell’ombra
1 dopo l’alluvione (1957) (morte di George) 4 paragrafi
2 dopo la festa (1984) (morte di Adrian Mellon) 18 paragrafi
3 sei telefonate (1985)
1 stanley uris fa il bagno
2 richie tozier cambia aria
3 ben hanscom beve un bicchierino
4 eddie kaspbrak prende la sua medicina
5 beverly rogan le busca
6 billdenbrough si eclissa

DERRY PRIMO INTERLUDIO
(mike prende appunti per una storia di derry)

PARTE SECONDA – giugno 1958
4 il capitombolo di ben hanscom (vede un pagliaccio) 12 paragrafi (di cui il primo nel 1985, gli altri nel 1958*)
5 bill denbrough batte il diavolo (fotografia di george inizia a sanguinare) 9 paragrafi (*)
6 uno dei dispersi: una vicenda dell’estate del ’58 (edward corcoran + mike hanslon vs l’uccello) 6 paragrafi
7 la diga dei barren (eddie racconta del lebbroso dopo che bill ha raccontato) 8 paragrafi (*)
8 la stanza di georgie e la casa di neibolt street (richie va con bill a casa sua e in neibolt street) 14 paragrafi (*)
9 le grandi pulizie (beverly sente le voci dallo scarico, stan racconta i morti alla cisterna) 12 paragrafi (*)

DERRY SECONDO INTERLUDIO
(mike racconta l’incendio al punto nero e decide di chiamare gli altri, nel novembre 1930 – il sacrificio di fuoco finale)

PARTE TERZA – adulti
10 il ritorno (riunione a pranzo) 6 paragrafi
11 passeggiate (i sei fanno un giro per Derry e incontrano It) 6 paragrafi
12 tre ospiti non invitati (henry bowers, tom rogan e audra) 9 paragrafi

DERRY TERZO INTERLUDIO
(sparatoria che uccide la banda di Bradley, nell’ottobre 1929 – il sacrificio di fuoco iniziale)

PARTE QUARTA – luglio 1958
13 l’apocalittica battaglia a sassate (pdv: bill, mike entra nel club) 9 paragrafi (*)
14 l’album (pdv: mike, porta antiche foto) 6 paragrafi (*)
15 la prova del fumo (pdv: richie, lui e mike vedono l’arrivo di it) 6p (*)
16 il braccio di eddie (pdv: eddie, henry gli rompe il braccio) 8p (*)
17 un altro dei dispersi, la morte di patrick hockstetter (pdv: beverly) 7p (*)
18 la fionda ad alta precisione (pdv: ben, il proiettile d’argento) 12p (*)

DERRY QUARTO INTERLUDIO
L’assassinio del sindacalista piromane al Dollaro d’Argento 1905

PARTE QUINTA – il rito di chud
19 nella veglia notturna (si alternano paragrafi nel passato e nel presente: entrano nella fogna) 12p
20 il circolo si chiude (presente, i primi 2 par sono tom e audra) 6p
21 sotto la città (si alternano discesa nelle fogne del passato e del presente) 13p (1 e 3 dal pdv di IT)
22 il rito di chud (battaglie nella tana di It, passato e presente alternati, Beverly fa l’amore) 12p
23 fuori (il 9p è il giuramento nel 1958, 1-8p tutti nel ’85 alternano ciò che avviene a Derry e la morte di It) 9p

DERRY ULTIMO INTERLUDIO
Mike racconta che tutti stanno già dimenticando, molto più velocemente della volta prima, e nel contempo Derry sta morendo: nessuno investe più, il centro è distrutto, molti sono morti.

EPILOGO
Bill risveglia Audra portandola in giro per Derry su Silver. 8p, dove si alternano frammenti di passato? e presente?

Isaia 25, 6-10, un’interpretazione narrativa.

•2 settembre 2017 • Lascia un commento

Isaia 25, un’interpretazione narrativa

Il brano di cui si parla è: Isaia, capitolo 25, dal sesto versetto fino alla prima parte del decimo (Is 25, 6-10a).
Questa pericope di Isaia di solito viene interpretata secondo le categorie della visione apocalittica.

E questa corretta lettura è giustificata da molti elementi: la rivelazione (“strapperà il velo”, v. 7), la collocazione a-temporale (“in quel giorno”, v. 9), l’adunanza cosmica (“tutti i popoli”, v. 7), la collocazione spaziale (“il monte” v.6).
Questi sono elementi ricorrenti nelle visioni apocalittiche.

Altri elementi, tipici dell’apocalittica, invece mancano: manca una guida divina che accompagni l’autore, manca la divisione in periodi della storia umana, non ci sono separazioni dualistiche fra bene e male… manca infine la visione pessimistica tipica dell’apocalittica.
Si potrebbe quindi considerare una sorta di proto-apocalittica, un germe del futuro genere apocalittico.

Qui si vorrebbe proporre una lettura che, tenendo presente l’interpretazione più comune, provi ad ascoltare gli aspetti narrativi del brano.
Ci soffermeremo quindi sulla “trama” della pericope, leggendone gli “scatti” narrativi alla luce dei temi ricorrenti nel primo Isaia.

I) Situazione iniziale: il banchetto cosmico.
Dice il testo:

6Preparerà il Signore degli eserciti
per tutti i popoli, su questo monte,
un banchetto di grasse vivande, un banchetto di vini eccellenti,
di cibi succulenti, di vini raffinati.

Salta subito all’occhio che il banchetto preparato dal Signore è un banchetto abbondante. Isaia ribadisce la generosità di Dio (che vediamo nei panni di “wedding planner”) ripetendo quattro volte la qualità squisita delle portate.
Anche la “location” della festa è eccelsa: un monte. Anzi, “questo” monte. Di quale monte si tratta? Quello sul quale si trova il profeta.
La teofania di questo Dio-masterchef avviene alla presenza del profeta. Isaia è in alto, alla stessa altezza di Dio, che si sta rivelando sotto forma di cuoco sopraffino e maitre d’alta classe.
La festa è desiderabile. Tutti vorrebbero essere invitati a questa festa!
Ma Dio ha invitato tutti?
Sì.


7Egli strapperà su questo monte
il velo che copriva la faccia di tutti i popoli
e la coltre che copriva tutte le genti.


Il Signore degli eserciti appoggia la spada, prende il mestolo e invita “tutti i popoli” a cena. Tutti sono invitati.
Tutti i popoli del mondo, quelli simpatici e quelli antipatici, gli amici e i nemici… ma non solo: anche tutte i popoli del mio cuore, le anime della mia anima, gli aspetti del mio spirito, quelli simpatici e quelli antipatici, quelli amici e quelli nemici.
Il Signore invita in pienezza. Invita tutto e tutti.
Niente di ciò che è umano gli è estraneo.

II) Svolgimento: la rivelazione cosmica.

E, una volta invitati tutti a questa grande festa Dio… si presenta. Si fa conoscere. Solleva (e distrugge) il velo. Ci toglie il salume dagli occhi. Ci toglie il cappuccio, le pastoie, i paraocchi, la maschera.
E si toglie la maschera anche Lui.
Fa conoscere a Dio l’uomo e l’uomo a Dio. Fa le presentazioni. Tutti i popoli del mondo e della mia anima (anche i nemici) vedono Dio, conoscono Dio, non sono più ciechi nè appannati.
La festa non è solo di abbondanza, ma anche di guarigione e conoscenza.
Si torna a casa sazi, sani e savi. Meglio di così!

Però.
Conoscere Dio non è così semplice. Può essere drammatico. Può essere tragico. Vedere la nostra vita senza schermi protettivi, senza maschere… potrebbe non essere così piacevole. Può portare alla vergogna, alla disperazione, alla morte.
Siamo tutti nudi a questa festa, e qualcuno potrebbe voler scappare via, correre a nascondersi.

Ecco, se così fosse, la festa diventerebbe un incubo, e il padrone di casa sarebbe un sadico che ci ha attirato in trappola.
La squisitezza del “food&beverage” era solo un’esca!
L’invito aperto a tutti era un trucco!
Che disastro!
Ho fatto proprio male a venire a questa festa!

III) Conclusione: la festa cosmica.

Ma Dio è un buon padrone di casa, non un terribile enigmista.
Per questo il profeta sottolinea subito:

8Eliminerà la morte per sempre;
il Signore Dio asciugherà le lacrime
su ogni volto;
la condizione disonorevole del suo popolo
farà scomparire da tutto il paese,

poiché il Signore ha parlato.


Perchè si dovrebbe piangere ad una festa? Perchè è una festa di conoscenza di Dio, e conoscere i popoli della propria anima significa conoscere il proprio peccato, la propria miseria: e questo fa piangere.
Per un attimo avevamo avuto paura che la festa fosse una trappola cattiva, un invito al nostro processo, al nostro plotone di esecuzione. E invece no.
Conoscere Dio e noi non fa (più) paura.
Il Signore asciuga le lacrime, fa scomparire la vergogna ed elimina la morte.

E così, tutti i popoli sono diventati il suo popolo. I popoli della mia anima si sono riuniti.
La Parola del Signore dà vita, conoscenza e salvezza.
E la parola dell’uomo risponde:

9 “Ecco il nostro Dio;
in lui abbiamo sperato perché ci salvasse;
questi è il Signore in cui abbiamo sperato;
rallegriamoci, esultiamo per la sua salvezza.
10Poiché la mano del Signore si poserà su questo monte”.

Il popolo della mia anima, e tutti i popoli del mondo, possono dire che l’unico vero Dio è Dio.
La mia anima ha sperato, anche i popoli nemici hanno sperato: QUESTO è il Signore in cui speravo!
(Non gli idoli: ci speravo, ma sbagliavo!)

E l’effetto è la gioia, perchè Dio resterà qua per sempre, in modo stabile: si posa su questo monte, alla nostra altezza, vicino a noi.

LE TREDICI RAGIONI DI JAY ASHER

•7 agosto 2017 • Lascia un commento

Le TREDICI ragioni di Jay Asher.

INTRO

Dopo essermi appassionato alla serie tv con Hannah Backer, ho voluto anche leggere il libro, consigliatomi da amici e studenti.
Avendo già visto la serie, ero molto curioso di vedere che impatto mi faceva la stessa storia raccontata attraverso due canali differenti.

[E’ meglio leggere prima il libro o vedere prima la serie tv? Non so rispondere a questa domanda: il libro spoilera la serie tv e viceversa. Alcuni colpi di scena presenti nel libro non sono presenti nella serie e vale anche il contrario. Io ho amato molto la serie, e la reputo un’opera più ricca rispetto al libro (forse proprio perchè l’ho vista prima di leggerlo?), quindi consiglierei di vedere prima la serie e poi leggere il libro.
Anche se probabilmente nessuno che sia capitato su questa pagina ha motivi di porsi questa domanda.]

ATTENZIONE, SEGUONO SPOILER

Secondo me la serie tv interpreta il romanzo con rispetto, fedeltà, fantasia e intelligenza. Riesce a cogliere i tratti più importanti e ad approfondirli, arricchirli, sottolinearli.
Del resto, l’aveva detto anche la produttrice Selena Gomez in un’intervista alla rivista “Elle”:
“We stayed very true to the book and that’s initially what [author] Jay Asher created was a beautifully tragic, complicated yet suspenseful story” – Siamo rimasti fedeli al libro e ciò che l’autore aveva inizialmente creato era una storia meravigliosamente tragica, complicata ma anche piena di colpi di scena.
Ecco, credo che Selena Gomez abbia detto la verità: la serie tv complica ulteriormente la storia originale, già comlicata di suo, aggiunge colpi di scena e la rende ancora più tragica. Insomma, la arricchisce. More of the same, verrebbe da dire. Ma ce ne fossero, di questi “more of”.
Brava Selena Gomez, bravo lo sceneggiatore Brian Yorkey, bravi tutti.

Vediamo quali sono le grandi differenze fra libro e serie, poi quali sono le differenze piccole.

GRANDI DIFFERENZE

1. TUTTO IN UNA NOTTE.
Nel romanzo Clay ascolta tutte le cassette in una sola giornata, mentre nella serie le diluisce nell’arco di più giorni. E’ più logico il libro, ma funziona meglio la serie tv. E’ più logico ascoltarle tutte fino alla fine (o, almeno, io avrei fatto così), ma la serie è costruita in modo che Clay possa incontrare gli altri personaggi citati nelle cassette MENTRE le ascolta: nel libro li incontra DOPO aver ascoltato le cassette. Questo permette la seconda grande differenza.
2. GLI ALTRI.
Nella serie gli altri personaggi (da Justin a Jessica, passando per Bryce e Tyler, Tony e Skye e gli altri) hanno TUTTI una personalità complessa, (come dicevo anche qui https://matteodebenedittis.wordpress.com/2017/05/29/sono-forse-io-il-custode-di-hannah-backer-un-commento-a-tredici-13-reasons-why/), una storia da vivere e fanno (faranno) i conti con la vendetta di Hannah. La cura per i personaggi secondari è uno degli aspetti che ho gradito maggiormente guardando la serie: erano tutti diversi, ognuno ben caratterizzato, sono bastate poche battute e poche scene per renderli personaggi interessanti. Adulti compresi.
3. GLI ADULTI.
Anche i genitori (di Hannah e Clay in particolare, ma anche quelli di Zach, Tyler, Alex ecc…) vengono valorizzati dalla serie tv, che parla anche di rapporto fra giovani e adulti, come diceva giustamente D’Avenia qui: http://www.profduepuntozero.it/2017/05/19/tredici-lassordante-vuoto-damore-serie-tv/.
Il libro, che si concentra su Clay e Hannah, parla pochissimo degli adulti: accenna alla madre di Clay, dedica ancora meno spazio dei genitori di Hannah, poche righe sui professori (Porter compreso) e stop.
Nella serie, invece, vediamo delinearsi uno scontro fra la famiglia di Hannah e quella di Clay, fra la scuola e le famiglie, e fra gli stessi insegnanti. Tutta la questione del processo, fondamentale per la seconda stagione, non è presente nel libro.
4. LA NONA REGISTRAZIONE.
L’ultima grande differenza è lo slittamento della registrazione di Clay dal nono posto (nel libro) all’undicesimo posto (nella serie). Nonostante trovi ancora poco credibile la motivazione data sia dal libro che dalla serie riguardo alla presenza di Clay nelle cassette, questo spostamento è significativo. Anticipando due registrazioni (quella dell’incidente di JennyKurtz/SheriHolland e la seconda riguardo a Justin) il Clay della serie tv si trova a dover consegnare le cassette a Bryce (e non a Jenny/Sheri), e ciò gli permette di mettere in atto la sua trappola nei confronti di Bryce, consegnando successivamente le cassette al povero Porter. Uno slittamento perfettamente funzionale al finale di stagione.

DIFFERENZE MINORI.
La serie presenta anche alcune differenze di minore importanza:
1- LE FESTE. Nel libro si passa da una festa all’altra, senza distinguerle. La festa d’addio di Kat, la festa in cui viene tradita da Courtney, la festa dove bacia Clay, la festa della piscina. Nella serie tv, invece, grazie al cielo e agli sceneggiatori, le feste sono ben distinte: c’è la festa di saluto di Kat, c’è la festa di Halloween, la festa d’inverno, il ballo di fine anno, la festa a casa di Jessica e il party in piscina da Bryce. Credo che la serie tv abbia messo ordine e chiarezza nelle diverse feste, nel rispetto della stesura iniziale del romanzo.
2- OMOSESSUALITA’. Nella serie molti personaggi sono omosessuali: Tony e Ryan (e Brad), Courtney e i suoi genitori. Nel libro non viene menzionato questo aspetto.
3- SKYE. Skye, nella serie tv, unisce due personaggi che nel libro sono distinti: la ex-compagna di classe di Clay e la barista del Monet.

Altre differenze le trovate a questi link:
https://www.gingergeneration.it/n/tredici-differenze-libro-serie-tv-255028-n.htm
http://redcapes.it/tredici-differenze-serie-tv-libro/

FINE SPOILER

Nel complesso trovo che il rapporto fra le due opere, libro e film, sia equilibrata e solida. La serie tv ha modo di approfondire caratteristiche, tematiche e storie che nel libro non c’era spazio per sviluppare. Con un occhio alla seconda stagione? Certamente, ma è proprio per questo che la aspetto con… aspettative alte.

Chi è PETER HOLEINONE?

•1 agosto 2017 • Lascia un commento

Chi è Peter Holeinone?

Sono nato nel 1981 e quindi ho passato la mia infanzia insieme ai magnifici libri di Tony Wolf. Ho da poco scoperto che questo autore, che da sempre ho creduto anglofono, è in realtà di Busseto (PR), ed è ancora vivo (credo), all’età di quasi novant’anni.
Visto che sto cercando senza successo il magnifico libro “La grande avventura”, illustrato da Tony Wolf e scritto da Peter Holeinone, mi sono detto: va be’, non lo trovo in italiano, cerchiamolo in inglese.
In inglese non c’è. Ed è stato in quel momento che mi sono detto: ma è ovvio! Anche Peter Holeinone è uno pseudonimo! (Tra l’altro “hole-in-one”, come sanno gli appassionati di golf che seguono il mio blog, significa “buca in un colpo” – questo gioco di parole mi insospettisce e mi fa credere ancora di più che si tratti di pseudonimo.)
Quindi abbiamo a che fare con Antonio Lupatelli e… Pietro Bucarelli? Bucatelli? Golfini? Primebuche? Boh! L’internet tace su questo enigma.
Chiunque abbia notizie, può contribuire a fare luce su questo mistero.

IL SISTEMA SCOLASTICO e i pesci rossi che si arrampicano (I JUST SUED THE SCHOOL SYSTEM)

•30 luglio 2017 • 2 commenti

Gira da tempo un video (I JUST SUED THE SCHOOL SYSTEM, in italiano IL SISTEMA SCOLASTICO) che non amo:

Sotto il fluente rap di questo bell’avvocato di colore si nasconde, per l’ennesima volta, un discorso che volge a minare la fiducia di chiunque nei confronti di una qualsiasi autorità.
Minare la credibilità della religione è stato facile, minare la fiducia nei politici un po’ meno… ma era sempre giocare facile (come minare la fiducia nei confronti delle banche). Adesso si prova a minare la fiducia nella medicina tradizionale, nella scienza, nei mass media (facilissimo) e, da qualche anno, anche nei confronti della scuola.

In questo modo vivremo in un mondo dove non ci si potrà fidare di nessuno: nè del prete (che è pedofilo), nè del politico (che è corrotto), nè del banchiere (che è ladro), nè del medico (che è schiavo delle multinazionali), nè del giornalista (che manipola i dati), nè dello scienziato (che è noioso), nè, figuriamoci, del prof (che, stando al video, è schiavo di un sistema discriminante, che fa sentire stupidi gli altri e tarpa le ali alla creatività).

L’alternativa alla fiducia non è la libertà, ma la superstizione, la creduloneria: se non credo al medico crederò al santone, se non credo al prete crederò al mago, se non credo allo scienziato crederò agli alieni, se non credo ai politici crederò ai dittatori, se non credo al prof crederò al ciarlatano.

Un mondo in cui nessuno si fida di nessuno è un inferno percorso dal sospetto, dalla rabbia e dalla solitudine.

E questo video contribuisce a costruire un pezzetto di questo inferno.

Oltre a questa terribile visione di fondo, che non condivido assolutamente, il video sostiene, in pratica, che la scuola, che ha 150 anni, è vecchia e va aggiornata. Io la penso in modo diametralmente opposto: la scuola è una delle poche istituzioni (insieme alla Chiesa, che però non è obbligatoria) che è riuscita a salvare alcuni valori che erano diffusi nel mondo di 150 anni fa e adesso non lo sono più. Ad esempio, il rapporto fra le generazioni (in quale altro luogo un quarantenne può dialogare a lungo con dei dodicenni?), la completa gratuità (non c’è scambio diretto di soldi fra prof e alunni, fra gli alunni e fra i prof), il gusto per fare cose che subito non piacciono… (e l’elenco continua in base alla vostra capacità di vedere il bene quando lo incontrate).

La scuola nella sua struttura (il famoso “sistema scolastico”) va benissimo così: sono più i pro che i contro.

Il video dice che “non è colpa degli insegnanti” a loro volta vittime del “sistema scolastico”: è ovviamente una falsità. Se l’esperienza scolastica di uno studente è negativa è completamente colpa degli insegnanti: il “sistema scolastico” ha pochissime colpe. La retorica con cui l’avvocato conclude la sua filippica (i sogni, il cuore bla bla bla) è, in realtà, la quotidianità didattica dei bravi insegnanti… quotidianità che è molto immune dai problemi del “sistema scolastico”, dei quali gli studenti si accorgono in percentuale molto piccola. Gli studenti si ricordano se al loro prof piaceva insegnare, se amava le sue materie e stare con loro, ricordano se li ha fatti lavorare oppure se leggeva il giornale. Ecco le cose che ricordano degli insegnanti. Nessuna delle critiche che vengono mosse dall’avvocato accusatore rientra nelle normali critiche che gli studenti italiani fanno alla scuola. Se uno studente si lamenta, è perchè il prof non spiega, oppure perchè fa compiti a sorpresa, o perchè è ingiusto nelle valutazioni, oppure se è sempre assente o se porta le verifiche corrette in ritardo… lo studente non si lamenta perchè deve stare seduto in ordine o perchè gli viene dato un intervallo breve o perchè viene castrata la sua creatività. In tanti anni che sono a scuola, in tanti tipi di scuole diverse, non ho mai ascoltato nessuna di queste critiche. Sono gli adulti (mi verrebbe da dire in malafede) che attaccano la scuola con questi argomenti.

L’accusatore dice che matematica è come danza o arte (e infatti in certe scuole ci sono sia matematica che arte). Con una differenza fondamentale: è estremamente raro che un bambino si appassioni da solo alla matematica, mentre può capitare molto più facilmente che si appassioni alla danza o all’arte o alla musica. E per questo che la scuola deve educare a ciò che è difficile (la matematica), non a ciò che è facile.

L’accusatore dice che la scuola è pensata per gli operai: questo è proprio un errore storico. Chi studia storia della scuola sa che il modello su cui è costruita la scuola italiana è il liceo classico, che non mi pare sia una scuola pensata per gli operai (lo dimostra il fatto che letteratura italiana è l’unica materia presente in tutte le classi di tutte le scuole italiane).

L’accusatore dice che la scuola mette in competizione gli studenti. Forse. In certe classi. E’ soprattutto una tendenza nelle classi femminili. Ma non è una costante. Ci sono studenti competitivi e altri meno competitivi. Non è il sistema scolastico che li spinge alla competizione, anche perchè: cosa si vincerebbe? Cosa ci guadagnerebbe il sistema scolastico a mettere in competizione gli studenti? Anzi: si diffondono sempre di più modelli di didattica collaborativa.

L’accusatore dice che ogni cervello è diverso. Benissimo. Dopo anni passati a combattere la discriminazione adesso si propone una scuola che deve discriminare, facendo programmi personalizzati (“come il sistema sanitario, l’automobile o la pagina fb”). La personalizzazione dell’insegnamento è impossibile, a meno di fare classi da un solo studente (e infatti i medici ricevono i pazienti uno alla volta – quindi il paragone presente nel video con il medico che dà a tutti la stessa medicina non regge). Finchè avremo classi da trenta studenti, sarà impossibile personalizzare. E il paragone della scuola con l’automobile o la pagina fb è semplicemente ridicolo e, forse, pericoloso: si intende la scuola come un prodotto consumistico, nel quale vado e prendo “quello che mi pare”. L’ideologia del “faccio quello che mi pare” è esattamente ciò che la scuola italiana combatte ogni giorno, attraverso i compiti a casa, le verifiche, le lezioni, i programmi: ed è un valore che la scuola mantiene vivo da 150 anni. Imparare a “fare anche ciò che non piace” è educazione alla vita, al matrimonio, alla pace, al lavoro: come ogni adulto sa benissimo. E’ un compito che la scuola deve fare, che quasi tutti gli studenti e i genitori desiderano dalla scuola. E che il “sistema scolastico” svolge con grande destrezza.

Eppure, l’ideologia del “faccio quello che mi pare” è un altro caposaldo ideologico su cui è costruito questo video dittatoriale e terrorista. Dittatoriale, perchè nessuno degli accusati ha mai diritto di replica, e terrorista perchè definisce il “sistema scolastico” come uno dei “peggiori crimini mai commessi”. Una definizione che dà la misura della malafede di questo video. Davvero l’uccisione della creatività, o il rispetto dei programmi ministeriali, o lo stare seduti composti… sarebbe uno dei peggiori crimini mai commessi? Non so, al pari della Shoah? Dello sterminio dei pellerossa? Di una guerra? Delle mine antiuomo? Dell’ecomafia? Della tortura? Stiamo scherzando, vero?

La tua sensibilità dovrebbe rivoltarsi a tali paragoni offensivi per l’intelligenza.

Al contrario io credo che la scuola, per come la conosco e la pratico ogni giorno, sia una grandissima esortatrice alla creatività, di cui gli studenti approfittano molto. Gli studenti che desiderano stare a scuola e avere insegnanti bravi sono la stragrande maggioranza. Mentre c’è una piccolissima minoranza che non vuole essere studente, e si ribella al sistema scolastico. Tale piccola minoranza è ascoltata continuamente dalla scuola italiana, e si creano centinaia di percorsi per aiutare chi vive male la scuola. Ma cambiare l’intero sistema scolastico – che funziona per 23 studenti su 25 – mi sembra assurdo.

La genialità di Dj Jad: “Domani refresh” e dintorni.

•18 luglio 2017 • Lascia un commento

*Pensavo fosse Ax*
Perchè gli Articolo31 furono un treno che mi travolse, esattamente fra la terza media e la seconda superiore? Perchè il mio primissimo concerto fu la data di Parma del tour di Nessuno? Perchè la prima invidia provata nell’adolescenza fu per la mia compagna che entrò in classe con la fascia della data di Bologna del tour di Così Com’è?
Fino ad oggi ero stato inconsciamente convinto che la risposta a queste domande fosse: “per le rime di Ax”.
Argomenti nuovi, punchline, ironia, simpatia, ampio parcheggio.
Poi arrivò “Xkè sì”, che mi spiazzò con la volgarità e l’anarchia e la follia (che Fabri Fibra fece sue, pochi anni dopo: ma a quel tempo ero pronto a portarne il peso) e l’idolo si incrinò.
Ma ancora l’idolo era solamente incrinato: fu “Domani smetto” a distruggerlo. Il resto della produzione di Ax non credo di averlo mai ascoltato più di una volta. Saltai a piedi pari “Italiano medio” e “Sana pianta” e li comprai solo più tardi, in un singulto di nostalgia. Non credo di averli mai ascoltati. Forse una volta, ma non mi ricordo.
Ciononostante continuavo ad essere inconsciamente convinto che gli Articolo 31 mi piacessero per il genio di Ax.
Anche perchè Jad si era perso per strade troppo underground per me, e, da sempre in secondo piano rispetto all’egolatria di Ax, mi era sfuggito. L’avevo dato per scontato. Grosso errore.

Solo oggi, che riascolto quei dischi a distanza di due decenni, con un orecchio che potrei definire stranamente vergine, mi rendo conto (come, in realtà, avevo sempre saputo) che non ascoltavo gli Articolo 31 per il genio di Ax, ma per quello di Jad.
Me ne sono reso conto per due motivi. Primo: ho, di fatto, abbandonato Ax quando ha scelto un altro groove sotto i suoi testi (escluse perle rare come “Più stile”, “Uno di noi”, “Aumentaci le dosi” o altre eccezioni). Secondo: non appena Jad è tornato alla ribalta, cioè ieri l’altro, con “Domani refresh” e gli “Articolo 31 – 2.0”, ho sentito subito che c’era del genio.

*Un’idea nuova e geniale. Anzi due*
Infatti “Domani refresh”, al netto delle nostalgie, è un brano nuovissimo, originale, ed è un esperimento che nessuno (mi risulta) abbia mai fatto: cioè “melodizzare” un testo nato per essere rappato.
“Domani refresh”, piaccia o non piaccia, è frutto di un esperimento nuovo, che non era mai stato fatto prima, per almeno due motivi.
Il primo è avere fatto una “cover” di un brano rap. Il rap è forse l’unico genere musicale in cui non esistono le cover. Forse perchè l’originalità è sempre stato uno dei suoi pilastri, forse perchè il flow di un rapper è difficilmente imitabile, forse perchè il rap nasce, ai suoi albori, come un genere citazionista a sua volta (e “citare una citazione” risulta forse eccessivo).
(Anche se poi c’è da discutere se si tratti davvero di una cover, visto che l’autore è pur sempre, almeno per la parte musicale, lo stesso Jad, però dico “cover” per semplificare le cose).
Il secondo motivo di grande novità, che accennavo all’inizio, è stato “dare una melodia ad un testo rap”, che era nato con un valore principalmente ritmico (come nel caso di tutti i testi rap). E anche questa è una rivoluzione. Nessuno, che io sappia, aveva preso un testo rap e vi aveva applicato una melodia. Qua siamo oltre la cover, siamo oltre la rigidità dei generi, siamo in un mondo nuovo, dove nessuno è mai stato. Tranne Jad.
Questo mi fa venir voglia di recuperare – se ci riuscirò – i dischi nascosti di Jad, le sue opere che mi sono sfuggite in questi dieci anni di oblio.
Grazie al rivoluzionario Jad che, a quanto pare, in questo decennio lontano dai riflettori, non ha perso un grammo di genio… “ed è sempre più stiloso”.

*Trentuno tornate insieme*
C’è poi da vedere se il genio di Jad senza il genio di Ax possa portare lontano: è questa la sfida che il geniale dj deve affrontare oggi.
L’idea pare che sia di coinvolgere altri talentuosi artisti nel suo progetto, come ad esempio Caparezza (che già lo apprezzava nel demo “Zappa” in “Tutto ciò che c’è già”, quando diceva “vorrei che… Dj Jad a capo dell’Alien Army”) e Salmo, e altri big. L’idea potrebbe funzionare: sostituire il genio di Ax con altri geniali artisti, da coniugare con il genio di Jad. Sono curioso.
Ma.
Ma il commovente scambio di video su facebook dei due ex-amici e geni fondatori degli Articolo 31 (proprio quando Ax diceva di essersi liberato del “lutto per la fine fatta dalla prima band”) mi ha lasciato una sensazione. E cioè che, nonostante le parole pesanti e i toni lugubri, Ax e Jad sono ancora amici.
Non so come mai ho avuto questa impressione, ma si vedeva che si vogliono bene e si mancano.
Del resto, negli ultimi anni Ax si è riconciliato con Jovanotti, col grande Neffa, con Dj Enzo e addirittura con quel Gruff… Vogliamo proprio tenere fuori solo Jad da questa lista di pace?