LE TREDICI RAGIONI DI JAY ASHER

•7 agosto 2017 • Lascia un commento

Le TREDICI ragioni di Jay Asher.

INTRO

Dopo essermi appassionato alla serie tv con Hannah Backer, ho voluto anche leggere il libro, consigliatomi da amici e studenti.
Avendo già visto la serie, ero molto curioso di vedere che impatto mi faceva la stessa storia raccontata attraverso due canali differenti.

[E’ meglio leggere prima il libro o vedere prima la serie tv? Non so rispondere a questa domanda: il libro spoilera la serie tv e viceversa. Alcuni colpi di scena presenti nel libro non sono presenti nella serie e vale anche il contrario. Io ho amato molto la serie, e la reputo un’opera più ricca rispetto al libro (forse proprio perchè l’ho vista prima di leggerlo?), quindi consiglierei di vedere prima la serie e poi leggere il libro.
Anche se probabilmente nessuno che sia capitato su questa pagina ha motivi di porsi questa domanda.]

ATTENZIONE, SEGUONO SPOILER

Secondo me la serie tv interpreta il romanzo con rispetto, fedeltà, fantasia e intelligenza. Riesce a cogliere i tratti più importanti e ad approfondirli, arricchirli, sottolinearli.
Del resto, l’aveva detto anche la produttrice Selena Gomez in un’intervista alla rivista “Elle”:
“We stayed very true to the book and that’s initially what [author] Jay Asher created was a beautifully tragic, complicated yet suspenseful story” – Siamo rimasti fedeli al libro e ciò che l’autore aveva inizialmente creato era una storia meravigliosamente tragica, complicata ma anche piena di colpi di scena.
Ecco, credo che Selena Gomez abbia detto la verità: la serie tv complica ulteriormente la storia originale, già comlicata di suo, aggiunge colpi di scena e la rende ancora più tragica. Insomma, la arricchisce. More of the same, verrebbe da dire. Ma ce ne fossero, di questi “more of”.
Brava Selena Gomez, bravo lo sceneggiatore Brian Yorkey, bravi tutti.

Vediamo quali sono le grandi differenze fra libro e serie, poi quali sono le differenze piccole.

GRANDI DIFFERENZE

1. TUTTO IN UNA NOTTE.
Nel romanzo Clay ascolta tutte le cassette in una sola giornata, mentre nella serie le diluisce nell’arco di più giorni. E’ più logico il libro, ma funziona meglio la serie tv. E’ più logico ascoltarle tutte fino alla fine (o, almeno, io avrei fatto così), ma la serie è costruita in modo che Clay possa incontrare gli altri personaggi citati nelle cassette MENTRE le ascolta: nel libro li incontra DOPO aver ascoltato le cassette. Questo permette la seconda grande differenza.
2. GLI ALTRI.
Nella serie gli altri personaggi (da Justin a Jessica, passando per Bryce e Tyler, Tony e Skye e gli altri) hanno TUTTI una personalità complessa, (come dicevo anche qui https://matteodebenedittis.wordpress.com/2017/05/29/sono-forse-io-il-custode-di-hannah-backer-un-commento-a-tredici-13-reasons-why/), una storia da vivere e fanno (faranno) i conti con la vendetta di Hannah. La cura per i personaggi secondari è uno degli aspetti che ho gradito maggiormente guardando la serie: erano tutti diversi, ognuno ben caratterizzato, sono bastate poche battute e poche scene per renderli personaggi interessanti. Adulti compresi.
3. GLI ADULTI.
Anche i genitori (di Hannah e Clay in particolare, ma anche quelli di Zach, Tyler, Alex ecc…) vengono valorizzati dalla serie tv, che parla anche di rapporto fra giovani e adulti, come diceva giustamente D’Avenia qui: http://www.profduepuntozero.it/2017/05/19/tredici-lassordante-vuoto-damore-serie-tv/.
Il libro, che si concentra su Clay e Hannah, parla pochissimo degli adulti: accenna alla madre di Clay, dedica ancora meno spazio dei genitori di Hannah, poche righe sui professori (Porter compreso) e stop.
Nella serie, invece, vediamo delinearsi uno scontro fra la famiglia di Hannah e quella di Clay, fra la scuola e le famiglie, e fra gli stessi insegnanti. Tutta la questione del processo, fondamentale per la seconda stagione, non è presente nel libro.
4. LA NONA REGISTRAZIONE.
L’ultima grande differenza è lo slittamento della registrazione di Clay dal nono posto (nel libro) all’undicesimo posto (nella serie). Nonostante trovi ancora poco credibile la motivazione data sia dal libro che dalla serie riguardo alla presenza di Clay nelle cassette, questo spostamento è significativo. Anticipando due registrazioni (quella dell’incidente di JennyKurtz/SheriHolland e la seconda riguardo a Justin) il Clay della serie tv si trova a dover consegnare le cassette a Bryce (e non a Jenny/Sheri), e ciò gli permette di mettere in atto la sua trappola nei confronti di Bryce, consegnando successivamente le cassette al povero Porter. Uno slittamento perfettamente funzionale al finale di stagione.

DIFFERENZE MINORI.
La serie presenta anche alcune differenze di minore importanza:
1- LE FESTE. Nel libro si passa da una festa all’altra, senza distinguerle. La festa d’addio di Kat, la festa in cui viene tradita da Courtney, la festa dove bacia Clay, la festa della piscina. Nella serie tv, invece, grazie al cielo e agli sceneggiatori, le feste sono ben distinte: c’è la festa di saluto di Kat, c’è la festa di Halloween, la festa d’inverno, il ballo di fine anno, la festa a casa di Jessica e il party in piscina da Bryce. Credo che la serie tv abbia messo ordine e chiarezza nelle diverse feste, nel rispetto della stesura iniziale del romanzo.
2- OMOSESSUALITA’. Nella serie molti personaggi sono omosessuali: Tony e Ryan (e Brad), Courtney e i suoi genitori. Nel libro non viene menzionato questo aspetto.
3- SKYE. Skye, nella serie tv, unisce due personaggi che nel libro sono distinti: la ex-compagna di classe di Clay e la barista del Monet.

Altre differenze le trovate a questi link:
https://www.gingergeneration.it/n/tredici-differenze-libro-serie-tv-255028-n.htm
http://redcapes.it/tredici-differenze-serie-tv-libro/

FINE SPOILER

Nel complesso trovo che il rapporto fra le due opere, libro e film, sia equilibrata e solida. La serie tv ha modo di approfondire caratteristiche, tematiche e storie che nel libro non c’era spazio per sviluppare. Con un occhio alla seconda stagione? Certamente, ma è proprio per questo che la aspetto con… aspettative alte.

Chi è PETER HOLEINONE?

•1 agosto 2017 • Lascia un commento

Chi è Peter Holeinone?

Sono nato nel 1981 e quindi ho passato la mia infanzia insieme ai magnifici libri di Tony Wolf. Ho da poco scoperto che questo autore, che da sempre ho creduto anglofono, è in realtà di Busseto (PR), ed è ancora vivo (credo), all’età di quasi novant’anni.
Visto che sto cercando senza successo il magnifico libro “La grande avventura”, illustrato da Tony Wolf e scritto da Peter Holeinone, mi sono detto: va be’, non lo trovo in italiano, cerchiamolo in inglese.
In inglese non c’è. Ed è stato in quel momento che mi sono detto: ma è ovvio! Anche Peter Holeinone è uno pseudonimo! (Tra l’altro “hole-in-one”, come sanno gli appassionati di golf che seguono il mio blog, significa “buca in un colpo” – questo gioco di parole mi insospettisce e mi fa credere ancora di più che si tratti di pseudonimo.)
Quindi abbiamo a che fare con Antonio Lupatelli e… Pietro Bucarelli? Bucatelli? Golfini? Primebuche? Boh! L’internet tace su questo enigma.
Chiunque abbia notizie, può contribuire a fare luce su questo mistero.

IL SISTEMA SCOLASTICO e i pesci rossi che si arrampicano (I JUST SUED THE SCHOOL SYSTEM)

•30 luglio 2017 • Lascia un commento

Gira da tempo un video (I JUST SUED THE SCHOOL SYSTEM, in italiano IL SISTEMA SCOLASTICO) che non amo:

Sotto il fluente rap di questo bell’avvocato di colore si nasconde, per l’ennesima volta, un discorso che volge a minare la fiducia di chiunque nei confronti di una qualsiasi autorità.
Minare la credibilità della religione è stato facile, minare la fiducia nei politici un po’ meno… ma era sempre giocare facile (come minare la fiducia nei confronti delle banche). Adesso si prova a minare la fiducia nella medicina tradizionale, nella scienza, nei mass media (facilissimo) e, da qualche anno, anche nei confronti della scuola.

In questo modo vivremo in un mondo dove non ci si potrà fidare di nessuno: nè del prete (che è pedofilo), nè del politico (che è corrotto), nè del banchiere (che è ladro), nè del medico (che è schiavo delle multinazionali), nè del giornalista (che manipola i dati), nè dello scienziato (che è noioso), nè, figuriamoci, del prof (che, stando al video, è schiavo di un sistema discriminante, che fa sentire stupidi gli altri e tarpa le ali alla creatività).

L’alternativa alla fiducia non è la libertà, ma la superstizione, la creduloneria: se non credo al medico crederò al santone, se non credo al prete crederò al mago, se non credo allo scienziato crederò agli alieni, se non credo ai politici crederò ai dittatori, se non credo al prof crederò al ciarlatano.

Un mondo in cui nessuno si fida di nessuno è un inferno percorso dal sospetto, dalla rabbia e dalla solitudine.

E questo video contribuisce a costruire un pezzetto di questo inferno.

Oltre a questa terribile visione di fondo, che non condivido assolutamente, il video sostiene, in pratica, che la scuola, che ha 150 anni, è vecchia e va aggiornata. Io la penso in modo diametralmente opposto: la scuola è una delle poche istituzioni (insieme alla Chiesa, che però non è obbligatoria) che è riuscita a salvare alcuni valori che erano diffusi nel mondo di 150 anni fa e adesso non lo sono più. Ad esempio, il rapporto fra le generazioni (in quale altro luogo un quarantenne può dialogare a lungo con dei dodicenni?), la completa gratuità (non c’è scambio diretto di soldi fra prof e alunni, fra gli alunni e fra i prof), il gusto per fare cose che subito non piacciono… (e l’elenco continua in base alla vostra capacità di vedere il bene quando lo incontrate).

La scuola nella sua struttura (il famoso “sistema scolastico”) va benissimo così: sono più i pro che i contro.

Il video dice che “non è colpa degli insegnanti” a loro volta vittime del “sistema scolastico”: è ovviamente una falsità. Se l’esperienza scolastica di uno studente è negativa è completamente colpa degli insegnanti: il “sistema scolastico” ha pochissime colpe. La retorica con cui l’avvocato conclude la sua filippica (i sogni, il cuore bla bla bla) è, in realtà, la quotidianità didattica dei bravi insegnanti… quotidianità che è molto immune dai problemi del “sistema scolastico”, dei quali gli studenti si accorgono in percentuale molto piccola. Gli studenti si ricordano se al loro prof piaceva insegnare, se amava le sue materie e stare con loro, ricordano se li ha fatti lavorare oppure se leggeva il giornale. Ecco le cose che ricordano degli insegnanti. Nessuna delle critiche che vengono mosse dall’avvocato accusatore rientra nelle normali critiche che gli studenti italiani fanno alla scuola. Se uno studente si lamenta, è perchè il prof non spiega, oppure perchè fa compiti a sorpresa, o perchè è ingiusto nelle valutazioni, oppure se è sempre assente o se porta le verifiche corrette in ritardo… lo studente non si lamenta perchè deve stare seduto in ordine o perchè gli viene dato un intervallo breve o perchè viene castrata la sua creatività. In tanti anni che sono a scuola, in tanti tipi di scuole diverse, non ho mai ascoltato nessuna di queste critiche. Sono gli adulti (mi verrebbe da dire in malafede) che attaccano la scuola con questi argomenti.

L’accusatore dice che matematica è come danza o arte (e infatti in certe scuole ci sono sia matematica che arte). Con una differenza fondamentale: è estremamente raro che un bambino si appassioni da solo alla matematica, mentre può capitare molto più facilmente che si appassioni alla danza o all’arte o alla musica. E per questo che la scuola deve educare a ciò che è difficile (la matematica), non a ciò che è facile.

L’accusatore dice che la scuola è pensata per gli operai: questo è proprio un errore storico. Chi studia storia della scuola sa che il modello su cui è costruita la scuola italiana è il liceo classico, che non mi pare sia una scuola pensata per gli operai (lo dimostra il fatto che letteratura italiana è l’unica materia presente in tutte le classi di tutte le scuole italiane).

L’accusatore dice che la scuola mette in competizione gli studenti. Forse. In certe classi. E’ soprattutto una tendenza nelle classi femminili. Ma non è una costante. Ci sono studenti competitivi e altri meno competitivi. Non è il sistema scolastico che li spinge alla competizione, anche perchè: cosa si vincerebbe? Cosa ci guadagnerebbe il sistema scolastico a mettere in competizione gli studenti? Anzi: si diffondono sempre di più modelli di didattica collaborativa.

L’accusatore dice che ogni cervello è diverso. Benissimo. Dopo anni passati a combattere la discriminazione adesso si propone una scuola che deve discriminare, facendo programmi personalizzati (“come il sistema sanitario, l’automobile o la pagina fb”). La personalizzazione dell’insegnamento è impossibile, a meno di fare classi da un solo studente (e infatti i medici ricevono i pazienti uno alla volta – quindi il paragone presente nel video con il medico che dà a tutti la stessa medicina non regge). Finchè avremo classi da trenta studenti, sarà impossibile personalizzare. E il paragone della scuola con l’automobile o la pagina fb è semplicemente ridicolo e, forse, pericoloso: si intende la scuola come un prodotto consumistico, nel quale vado e prendo “quello che mi pare”. L’ideologia del “faccio quello che mi pare” è esattamente ciò che la scuola italiana combatte ogni giorno, attraverso i compiti a casa, le verifiche, le lezioni, i programmi: ed è un valore che la scuola mantiene vivo da 150 anni. Imparare a “fare anche ciò che non piace” è educazione alla vita, al matrimonio, alla pace, al lavoro: come ogni adulto sa benissimo. E’ un compito che la scuola deve fare, che quasi tutti gli studenti e i genitori desiderano dalla scuola. E che il “sistema scolastico” svolge con grande destrezza.

Eppure, l’ideologia del “faccio quello che mi pare” è un altro caposaldo ideologico su cui è costruito questo video dittatoriale e terrorista. Dittatoriale, perchè nessuno degli accusati ha mai diritto di replica, e terrorista perchè definisce il “sistema scolastico” come uno dei “peggiori crimini mai commessi”. Una definizione che dà la misura della malafede di questo video. Davvero l’uccisione della creatività, o il rispetto dei programmi ministeriali, o lo stare seduti composti… sarebbe uno dei peggiori crimini mai commessi? Non so, al pari della Shoah? Dello sterminio dei pellerossa? Di una guerra? Delle mine antiuomo? Dell’ecomafia? Della tortura? Stiamo scherzando, vero?

La tua sensibilità dovrebbe rivoltarsi a tali paragoni offensivi per l’intelligenza.

Al contrario io credo che la scuola, per come la conosco e la pratico ogni giorno, sia una grandissima esortatrice alla creatività, di cui gli studenti approfittano molto. Gli studenti che desiderano stare a scuola e avere insegnanti bravi sono la stragrande maggioranza. Mentre c’è una piccolissima minoranza che non vuole essere studente, e si ribella al sistema scolastico. Tale piccola minoranza è ascoltata continuamente dalla scuola italiana, e si creano centinaia di percorsi per aiutare chi vive male la scuola. Ma cambiare l’intero sistema scolastico – che funziona per 23 studenti su 25 – mi sembra assurdo.

La genialità di Dj Jad: “Domani refresh” e dintorni.

•18 luglio 2017 • Lascia un commento

*Pensavo fosse Ax*
Perchè gli Articolo31 furono un treno che mi travolse, esattamente fra la terza media e la seconda superiore? Perchè il mio primissimo concerto fu la data di Parma del tour di Nessuno? Perchè la prima invidia provata nell’adolescenza fu per la mia compagna che entrò in classe con la fascia della data di Bologna del tour di Così Com’è?
Fino ad oggi ero stato inconsciamente convinto che la risposta a queste domande fosse: “per le rime di Ax”.
Argomenti nuovi, punchline, ironia, simpatia, ampio parcheggio.
Poi arrivò “Xkè sì”, che mi spiazzò con la volgarità e l’anarchia e la follia (che Fabri Fibra fece sue, pochi anni dopo: ma a quel tempo ero pronto a portarne il peso) e l’idolo si incrinò.
Ma ancora l’idolo era solamente incrinato: fu “Domani smetto” a distruggerlo. Il resto della produzione di Ax non credo di averlo mai ascoltato più di una volta. Saltai a piedi pari “Italiano medio” e “Sana pianta” e li comprai solo più tardi, in un singulto di nostalgia. Non credo di averli mai ascoltati. Forse una volta, ma non mi ricordo.
Ciononostante continuavo ad essere inconsciamente convinto che gli Articolo 31 mi piacessero per il genio di Ax.
Anche perchè Jad si era perso per strade troppo underground per me, e, da sempre in secondo piano rispetto all’egolatria di Ax, mi era sfuggito. L’avevo dato per scontato. Grosso errore.

Solo oggi, che riascolto quei dischi a distanza di due decenni, con un orecchio che potrei definire stranamente vergine, mi rendo conto (come, in realtà, avevo sempre saputo) che non ascoltavo gli Articolo 31 per il genio di Ax, ma per quello di Jad.
Me ne sono reso conto per due motivi. Primo: ho, di fatto, abbandonato Ax quando ha scelto un altro groove sotto i suoi testi (escluse perle rare come “Più stile”, “Uno di noi”, “Aumentaci le dosi” o altre eccezioni). Secondo: non appena Jad è tornato alla ribalta, cioè ieri l’altro, con “Domani refresh” e gli “Articolo 31 – 2.0”, ho sentito subito che c’era del genio.

*Un’idea nuova e geniale. Anzi due*
Infatti “Domani refresh”, al netto delle nostalgie, è un brano nuovissimo, originale, ed è un esperimento che nessuno (mi risulta) abbia mai fatto: cioè “melodizzare” un testo nato per essere rappato.
“Domani refresh”, piaccia o non piaccia, è frutto di un esperimento nuovo, che non era mai stato fatto prima, per almeno due motivi.
Il primo è avere fatto una “cover” di un brano rap. Il rap è forse l’unico genere musicale in cui non esistono le cover. Forse perchè l’originalità è sempre stato uno dei suoi pilastri, forse perchè il flow di un rapper è difficilmente imitabile, forse perchè il rap nasce, ai suoi albori, come un genere citazionista a sua volta (e “citare una citazione” risulta forse eccessivo).
(Anche se poi c’è da discutere se si tratti davvero di una cover, visto che l’autore è pur sempre, almeno per la parte musicale, lo stesso Jad, però dico “cover” per semplificare le cose).
Il secondo motivo di grande novità, che accennavo all’inizio, è stato “dare una melodia ad un testo rap”, che era nato con un valore principalmente ritmico (come nel caso di tutti i testi rap). E anche questa è una rivoluzione. Nessuno, che io sappia, aveva preso un testo rap e vi aveva applicato una melodia. Qua siamo oltre la cover, siamo oltre la rigidità dei generi, siamo in un mondo nuovo, dove nessuno è mai stato. Tranne Jad.
Questo mi fa venir voglia di recuperare – se ci riuscirò – i dischi nascosti di Jad, le sue opere che mi sono sfuggite in questi dieci anni di oblio.
Grazie al rivoluzionario Jad che, a quanto pare, in questo decennio lontano dai riflettori, non ha perso un grammo di genio… “ed è sempre più stiloso”.

*Trentuno tornate insieme*
C’è poi da vedere se il genio di Jad senza il genio di Ax possa portare lontano: è questa la sfida che il geniale dj deve affrontare oggi.
L’idea pare che sia di coinvolgere altri talentuosi artisti nel suo progetto, come ad esempio Caparezza (che già lo apprezzava nel demo “Zappa” in “Tutto ciò che c’è già”, quando diceva “vorrei che… Dj Jad a capo dell’Alien Army”) e Salmo, e altri big. L’idea potrebbe funzionare: sostituire il genio di Ax con altri geniali artisti, da coniugare con il genio di Jad. Sono curioso.
Ma.
Ma il commovente scambio di video su facebook dei due ex-amici e geni fondatori degli Articolo 31 (proprio quando Ax diceva di essersi liberato del “lutto per la fine fatta dalla prima band”) mi ha lasciato una sensazione. E cioè che, nonostante le parole pesanti e i toni lugubri, Ax e Jad sono ancora amici.
Non so come mai ho avuto questa impressione, ma si vedeva che si vogliono bene e si mancano.
Del resto, negli ultimi anni Ax si è riconciliato con Jovanotti, col grande Neffa, con Dj Enzo e addirittura con quel Gruff… Vogliamo proprio tenere fuori solo Jad da questa lista di pace?

BANDO APOCRIFO DANTESCO 2017 – V EDIZIONE

•15 giugno 2017 • Lascia un commento

Liceo Scientifico Paritario «San Gregorio Magno»
(Decreto MPI-USR E.R. 26/11/2007 n.609) Cod. Min.: REPS00500P
Via Mons. Pietro Margini n.1 – 42049 SANT’ILARIO D’ENZA (RE)
Telefono-fax: 0522-671771 – e-mail: liceosangregorio@immaginache.it

CONCORSO APOCRIFO DANTESCO 2017
V EDIZIONE

concorso patrocinato da
SOCIETA’ DANTE ALIGHIERI

Concorso di Poesia Creativa
Apocrifo Dantesco Anacronistico
Bando 2017 – V edizione
con altra voce tornerò poeta

Presentazione

Mettiti nei panni di Dante!
Inoltrati nella selva oscura e percorri migliori acque, muovendo anche tu il sole e l’altre stelle!
“In questo girone ci metterei…”
La Divina Commedia ha avuto ed avrà migliaia di lettori, e tutti si sono posti o si porranno una domanda simile a questa: io chi ci avrei messo?
Da questo gioco metaletterario è nato il progetto Apocrifi Danteschi Anacronistici: aggiungere alla Divina Commedia un incontro, preso da qualsiasi parte del tempo o dello spazio.
Per farlo bisogna imparare come si scrive un endecasillabo, come si scrive una terzina, quanti sono i contrappassi, com’è strutturato il cosmo dantesco.
E poi bisogna avere un’idea.
Chi ci metto? Perchè proprio in quel girone?
Cosa direbbe Dante a Robespierre? E a Gollum? E a Annibale? E a Lincoln? E…
Da questo gioco nasce una sfida a tutti coloro che vogliano cimentarsi in questo progetto meta-letterario: inventa anche tu il tuo Apocrifo Dantesco!
Scegli un girone infernale, una cornice purgatoriale o una sfera paradisiaca e piazzaci il tuo cantante preferito, il più detestato uomo politico, il capitano della squadra avversaria, il tuo compagno di banco, oppure te stesso!
Il tutto in rima, endecasillabi e terzine, rispettando nel dettaglio le caratteristiche del cosmo dantesco, se non vuoi essere bannato per l’eternità!!

Indicazioni poetiche

1. Mettiti nei panni di Dante.
Puoi farlo se sei uno studente o una studentessa del biennio o del triennio di una delle scuole secondarie superiori di lingua italiana.
La partecipazione è personale: non è possibile partecipare al concorso in coppia o in gruppo.

2. Scegli un noto personaggio storico o letterario, di qualsiasi epoca storica (futuro compreso).
(Se credi di essere più bravo di Dante puoi anche spostare un personaggio già presente nella Commedia, ma devi motivare lo spostamento in modo molto credibile).
Per conoscenza in allegato si trova l’elenco dei personaggi protagonisti degli apocrifi delle precedenti edizioni del concorso.

3. Colloca coerentemente il personaggio prescelto in uno dei gironi infernali, in una delle cornici purgatoriali o in uno dei cieli paradisiaci.

4. Racconta in almeno 10 e non più di 20 terzine dantesche (+ 1 verso di chiusura) l’incontro che avviene fra Dante e il personaggio che hai scelto.

5. Rispetta le regole date da Dante all’aldilà, così come tutte le caratteristiche linguistiche, poetiche, grammaticali, drammatiche e narrative della Divina Commedia.
Più topoi danteschi sono poeticamente presenti nel tuo apocrifo, più il tuo Apocrifo Dantesco Anacronistico sarà pregiato.
Insomma, deve sembrare scritto da Dante.

Indicazioni tecniche

6. Quota di partecipazione.

La quota di partecipazione individuale al concorso è di 5 euro, da versarsi alle seguenti coordinate bancarie:
– BANCA POPOLARE DELL’EMILIA ROMAGNA, agenzia di S. Ilario d’Enza.
– INTESTATARIO: “DON PIETRO MARGINI” SOCIETA’ COOPERATIVA SOCIALE
– IBAN IT10D0538766500000002251666
– CAUSALE: “Partecipazione concorso apocrifo dantesco + nome partecipante”

7. I premi.

7.1. Prima categoria: Premi “Apocrifo Dantesco Anacronistico 2017”

Verranno aggiudicati i tre seguenti premi:
“Miglior Apocrifo Dantesco Anacronistico Infernale 2017”,
“Miglior Apocrifo Dantesco Anacronistico Purgatoriale 2017”,
“Miglior Apocrifo Dantesco Anacronistico Paradisiaco 2017”.
Ognuno di questi tre classificati riceverà un premio di 100 euro.

Gli Apocrifi vincitori (così come gli Apocrifi ritenuti meritevoli) saranno pubblicati sulla pagina facebook dedicata al concorso, e sul blog del presidente di giuria, rispettivamente agli indirizzi:
http://www.facebook.com/ApocrifoDantescoAnacronistico
http://www.matteodebenedittis.wordpress.com.

Tutti i vincitori riceveranno un attestato di partecipazione. Gli altri partecipanti lo riceveranno solo su loro richiesta.

7.2. Seconda categoria: Premi speciali.

La giuria si riserva la possibilità di insignire di premi speciali tutti gli apocrifi che, a suo insindacabile giudizio, ne saranno meritevoli.

8. La giuria.

La giuria sarà composta da insegnanti, studenti ed ex studenti del Liceo Scientifico “San Gregorio Magno” di S.Ilario D’Enza (Re). Inoltre, la giuria sarà composta anche dai vincitori delle precedenti edizioni che desiderino farne parte.
La giuria valuterà le seguenti condizioni di vittoria:
– la perfezione formale dell’Apocrifo (un solo endecasillabo o una sola rima non corretti pregiudicano gravemente la vittoria. Inoltre è richiesta perfezione grammaticale e sintattica. In altri termini: se pensi che due parole facciano rima quando hanno le ultime lettere uguali non sei pronto per questo concorso; se pensi che un endecasillabo abbia sempre undici sillabe non sei pronto per questo concorso);
– la sua coerenza con l’universo dantesco (ad esempio i contrappassi, le caratteristiche tipiche dei gironi, delle cornici e delle sfere, l’organizzazione dello spazio oltremondano, la lingua dantesca…);
– l’originalità, lo stupore, la novità e la profondità psicologica dell’incontro narrato dall’Apocrifo.
La giuria si riserva altresì la possibilità di non aggiudicare uno o più premi, qualora non ci fossero le condizioni sufficienti per assegnarlo.

9. Cosa inviare.

9.1. L’apocrifo.
Invia i file del tuo Apocrifo Dantesco Anacronistico all’indirizzo mail apocrifodantesco@gmail.com entro il 31 dicembre 2017.
I file devono essere tutti in duplice formato testo (.doc, .rtf, .odt…) e pdf. Si prega di impaginare l’apocrifo secondo le indicazioni contenute nell’allegato B.
L’oggetto della mail dev’essere:
Apocrifo Dantesco seguito dal nome del personaggio prescelto e dal girone/cornice/cielo dantesco nel quale è stato posizionato.

9.2. I dati.
Allega anche un file di testo con i tuoi dati: nome, cognome, data di nascita, indirizzo di residenza, contatti mail e telefonici, scuola e classe di appartenenza (che saranno trattati ai sensi delle vigenti leggi sulla privacy).

9.3. La ricevuta.
Allega anche la ricevuta del versamento della quota di partecipazione.

10. Documenti aggiuntivi: il commento.
Al fine di rendere perfettamente comprensibile l’Apocrifo Dantesco Anacronistico si consiglia all’autore di allegare alla mail anche un proprio Commento all’Apocrifo Dantesco (che può anche prevedere la parafrasi dell’Apocrifo stesso).
Tale Commento serve ad esplicare alcuni passaggi delle terzine che necessitano di nota, a spiegare gli eventuali neologismi o a chiarire in prosa le licenze poetiche utilizzate.
Al fine di semplificare la correzione, si prega di impaginare l’apocrifo numerando i versi uno ogni cinque.

11. Scadenze e premiazione.
Entro la fine di febbraio 2018 saranno comunicati tramite mail e messaggio facebook i vincitori del concorso, che dovranno ritirare il premio personalmente, pena la non assegnazione del premio stesso, nel corso della cerimonia di premiazione che avverrà in data e luogo che saranno comunicate personalmente ai vincitori e agli altri partecipanti tramite sulla pagina facebook http://www.facebook.com/ApocrifoDantescoAnacronistico e sul blog http://www.matteodebenedittis.wordpress.com.
In ogni caso la cerimonia di premiazione non avverrà oltre la fine dell’anno scolastico 2016/2017.
L’organizzazione offre ai vincitori: il pernottamento la sera antecedente la premiazione e un rimborso per le spese di viaggio pari a 50 euro.

12. Accettazione.
L’atto di partecipazione a questo concorso comporta l’intera accettazione del presente regolamento e il giudizio insindacabile della giuria.

Apocrifo Dantesco Anacronistico
non dirmi che non ci avevi mai pensato…
Allegato A – Elenco apocrifi delle precedenti edizioni

Prima edizione – 2013
inferno (6 partecipanti)
Petrarca nel cerchio degli accidiosi
Dott. Jekyll nel girone dei violenti contro gli altri
Piramo e Tisbe nel girone dei suicidi (vincitore)
Belen nella bolgia dei consiglieri fraudolenti
Michele Misseri nella zona dei traditori dei parenti
Gheddafi nella zona dei traditori della patria
purgatorio (1 partecipante)
Alberto Sordi nella cornice dei golosi
paradiso (2 partecipanti)
Dante incontra se stesso nel cielo di Mercurio
Mozart nel cielo di Mercurio (vincitore)
totale: 9 partecipanti

Seconda edizione – 2014
inferno (16 partecipanti)
Bellini e Maria Malibran nel girone dei lussuriosi
Lesbia nel girone dei lussuriosi
Berlusconi nel girone dei lussuriosi
Caparezza nel cerchio degli iracondi
Galileo Galilei nel cerchio degli eretici
Bin Laden nel girone dei violenti contro gli altri
Brigante Pagnotta nel girone dei predoni e omicidi
Nerone nel girone dei tiranni
Hitler nel girone dei suicidi
Einstein nella bolgia dei consiglieri fraudolenti
Lord Henry Wotton nella bolgia dei consiglieri fraudolenti
Osama Bin Laden e Obama nella bolgia dei seminatori di discordia
Atreo nella zona dei traditori dei parenti (vincitore)
Gheddafi nella zona dei traditori della patria
Mussolini nella zona dei traditori della patria
Schettino nella zona dei traditori degli ospiti
purgatorio (5 partecipanti)
Clorinda nella schiera dei morti di morte violenta
Pia Tolomei 2.0 nella schiera dei morti di morte violenta
Un politico nella schiera dei morti di morte violenta
Alberto Sordi nella cornice degli avari (vincitore)
Dante incontra se stesso nella cornice dei lussuriosi
paradiso (3 partecipanti)
Torquato Tasso nel cielo di Mercurio (vincitore)
Artemisia Gentileschi nel cielo della Luna
Dante incontra se stesso nel cielo di Mercurio
premio speciale monaca di Monza (1 partecipante)
Gertrude fra i lussuriosi dell’inferno
totale: 25 partecipanti

Terza edizione – 2015
inferno (21 partecipanti)
francesco spagnolo nella selva oscura
benedetto xvi fra gli ignavi
didone fra i lussuriosi
leopardi fra gli eretici (vincitore)
cesare borgia fra i violenti
alberico II fra i violenti
clitemnestra fra i violenti
macbeth fra i violenti
vlad III fra i violenti
mumpy sarkar fra i suicidi
orlando fra i suicidi
primo levi fra i suicidi
rita atria fra i suicidi
adenolfo fra i sodomiti
matteo renzi fra gli ipocriti
frate cipolla fra i simoniaci
berlusconi fra i consiglieri fraudolenti
lupin fra i ladri
rousseau fra i traditori
mussolini fra i traditori
kangars fra i traditori
purgatorio (9 partecipanti)
magellano fra i tardi a pentirsi
oriana fallaci fra i morti di morte violenta
dan brown fra i superbi
napoleone fra i superbi
salvador dalì fra i superbi (vincitore)
tony scott fra i superbi
martina raimondi fra gli iracondi
pascal fra gli accidiosi
turing fra i lussuriosi
paradiso (3 partecipanti)
eduardo de filippo nel cielo di mercurio
falcone e borsellino nel cielo di giove
elia barbetti nel primo mobile
premio speciale Lancillotto (1 partecipante)
Lancillotto fra i lussuriosi del purgatorio (vincitore)

Quarta edizione – 2016
inferno (3 partecipanti)
andromaca nel limbo
frollo fra i lussuriosi
giordano bruno fra gli eretici
purgatorio (1 partecipante)
foscolo fra i lussuriosi
paradiso (3 partecipanti)
de gasperi nel cielo di mercurio
totò e peppino nel cielo di mercurio
Allegato B – Impaginazione – istruzioni

ESEMPIO DI IMPAGINAZIONE CORRETTA
Copia-incolla ciò che segue sul tuo file di lavoro.

TITOLO APOCRIFO

La gloria di colui che tutto move (1)

per l’universo penetra, e risplende

in una parte più e meno altrove.

Nel ciel che più de la sua luce prende

fu’ io, e vidi cose che ridire
 5
né sa né può chi di là sù discende;

perché appressando sé al suo disire(2),

nostro intelletto(3) si profonda tanto,

che dietro la memoria non può ire.

Veramente quant’ io del regno santo 10

ne la mia mente potei far tesoro,

sarà ora materia del mio canto.

O buono Appollo(4), a l’ultimo lavoro

fammi del tuo valor sì fatto vaso,

come dimandi a dar l’amato alloro. 15

Infino a qui l’un giogo di Parnaso

assai mi fu; ma or con amendue

m’è uopo intrar ne l’aringo rimaso.

Entra nel petto mio, e spira tue

sì come quando Marsïa traesti
 20
de la vagina de le membra sue.

O divina virtù, se mi ti presti

tanto che l’ombra del beato regno

segnata nel mio capo io manifesti,

vedra’mi al piè del tuo diletto legno 25

venire, e coronarmi de le foglie

che la materia e tu mi farai degno.

Sì rade volte, padre, se ne coglie

per trïunfare o cesare o poeta,

colpa e vergogna de l’umane voglie, 30

che parturir letizia in su la lieta

delfica deïtà dovria la fronda

peneia, quando alcun di sé asseta.

Poca favilla gran fiamma seconda:

forse di retro a me con miglior voci
 35
si pregherà perché Cirra risponda.

Surge ai mortali per diverse foci
…

NOTE
(1) Nota esplicativa numero uno
(2) Nota esplicativa numero due
(3) Nota esplicativa numero tre
(4) Nota esplicativa numero quattro

PARAFRASI

La parafrasi dell’apocrifo si impagina così. La parafrasi dell’apocrifo si impagina così. La parafrasi dell’apocrifo si impagina così. La parafrasi dell’apocrifo si impagina così. La parafrasi dell’apocrifo si impagina così. La parafrasi dell’apocrifo si impagina così.
La parafrasi dell’apocrifo si impagina così. La parafrasi dell’apocrifo si impagina così. La parafrasi dell’apocrifo si impagina così. La parafrasi dell’apocrifo si impagina così. La parafrasi dell’apocrifo si impagina così. La parafrasi dell’apocrifo si impagina così. La parafrasi dell’apocrifo si impagina così. La parafrasi dell’apocrifo si impagina così. La parafrasi dell’apocrifo si impagina così.
La parafrasi dell’apocrifo si impagina così. La parafrasi dell’apocrifo si impagina così. La parafrasi dell’apocrifo si impagina così. La parafrasi dell’apocrifo si impagina così. La parafrasi dell’apocrifo si impagina così. La parafrasi dell’apocrifo si impagina così. La parafrasi dell’apocrifo si impagina così.
La parafrasi dell’apocrifo si impagina così. La parafrasi dell’apocrifo si impagina così. La parafrasi dell’apocrifo si impagina così. La parafrasi dell’apocrifo si impagina così.

COMMENTO

Il commento dell’apocrifo invece si impagina così. Il commento dell’apocrifo invece si impagina così. Il commento dell’apocrifo invece si impagina così. Il commento dell’apocrifo invece si impagina così. Il commento dell’apocrifo invece si impagina così. Il commento dell’apocrifo invece si impagina così. Il commento dell’apocrifo invece si impagina così. Il commento dell’apocrifo invece si impagina così.
Il commento dell’apocrifo invece si impagina così. Il commento dell’apocrifo invece si impagina così.
Il commento dell’apocrifo invece si impagina così. Il commento dell’apocrifo invece si impagina così. Il commento dell’apocrifo invece si impagina così. Il commento dell’apocrifo invece si impagina così. Il commento dell’apocrifo invece si impagina così. Il commento dell’apocrifo invece si impagina così. Il commento dell’apocrifo invece si impagina così.
Il commento dell’apocrifo invece si impagina così. Il commento dell’apocrifo invece si impagina così. Il commento dell’apocrifo invece si impagina così. Il commento dell’apocrifo invece si impagina così.

Il Patentino per lo Smartphone – una bozza di proposta di legge

•30 maggio 2017 • 6 commenti

Patentino per Smartphone – idea per una proposta di legge

L’idea di questa proposta di legge nasce dal desiderio di aiutare le famiglie e gli adolescenti nella prevenzione del cyberbullismo, del cyberstalking e delle cyberdipendenze (gioco patologico, pornodipendenza, social-dipendenza), oltre che di tutte le dinamiche negative, gli abusi e gli eccessi che si potranno sviluppare in futuro in ambiente virtuale.
(Non sono un legislatore, per cui non ho idea di come si scriva una proposta di legge. Non conosco il lessico specifico, nè le norme da citare. Ma qua mi interessa seminare l’idea: se a qualcuno piacerà, potrà farla sua.)
Il presupposto è che lo smartphone non sia meno pericoloso di un’automobile o di uno scooter: l’uso scorretto dei dispositivi social non mette in pericolo la salute fisica (come nel caso dei mezzi di trasporto), bensì la salute psichica, le relazioni, la serenità.
A seguito della legge sul cyberbullismo, della cronaca quotidiana, di fenomeni come Blue Whale e la serie tv Tredici, o semplicemente osservando l’uso che fanno gli adolescenti (e le loro famiglie) dei dispositivi smart è ormai palese come una legge di regolamentazione sia improrogabile.
Una legge che sancisca la necessità di un patentino per l’uso degli smartphone sarebbe molto utile sia per i suoi effetti concreti (prorogare l’accesso alla rete da parte dei minorenni ad un’età nella quale gli serva davvero, limitare e prevenire i fenomeni di cui sopra…) ma anche per il valore simbolico che una legge in tal senso creerebbe nel senso comune: “gli smartphone non sono innocui”. (Oppure, se preferiamo: “dal grande potere che dà uno smartphone derivano le grandi responsabilità del suo corretto uso”.)
Questo concetto, fra l’altro, appare ben chiaro nella mente di molti genitori, quindi la legge non dovrebbe fare altro che recepire e regolamentare una tendenza già presente nel senso comune.
Seguono ora quelle che dovrebbero essere i criteri guida per un tale patentino.

Il patentino per lo smartphone (bozza).

1. Quali dispositivi? Il patentino è necessario per poter utilizzare gli smartphone in pubblico. Non è necessario per utilizzare telefoni cellulari che non abbiano la connessione a internet (modelli non-smart): in questo modo i genitori che vogliano contattare i loro figli possono ugualmente farlo, tramite sms o telefonate.

2. Come sarebbe l’esame per il patentino? Le domande verterebbero sugli aspetti giuridici, informatici e psicologici legati all’uso dello smartphone, secondo il modello dell’esame teorico di scuola guida. Si potrebbe ipotizzare una fase di “pratica” pensata in questo modo: a seguito del superamento dell’esame teorico, per un certo lasso di tempo (due mesi?) lo smartphone viene monitorato in ogni sua attività. L’uso scorretto dello smartphone in questo lasso di tempo impedisce il superamento della “pratica” e comporta la ripetizione dell’esame e il non accesso al patentino.

3. Da quale età? L’esame per il patentino potrebbe essere pensato intorno ai 14 anni d’età.

Se tale idea dovesse avere spazio realmente nella legislazione italiana numerosi sarebbero i vantaggi per gli adolescenti e le loro famiglie.

SONO FORSE IO IL CUSTODE DI HANNAH BACKER? – Un commento a Tredici, 13 reasons why

•29 maggio 2017 • Lascia un commento

Sono forse io il custode di Hannah Backer?
La recensione a “Tredici – 13 reasons why”.

[Attenzione Spoiler]

Tredici non parla di bullismo.
Nonostante sembri l’argomento principale, in realtà non lo è. E’ un tema presente, ovviamente, ma non centrale.

Basta elencare le “tredici” ragioni che danno il titolo alla serie:
1. la foto sullo scivolo fatta da Justin;
2. lo schiaffo che le dà Jessica;
3. la lista fatta da Alex;
4. la foto diffusa da Tyler;
5. le maldicenze di Courtney;
6. le molestie di Marcus;
7. il furto dei bigliettini di Zack;
8. la pubblicazione della poesia da parte di Ryan;
9. la debolezza di Justin nel difendere Jessica;
10. l’incidente di Sheri;
11. la non-dichiarazione di Clay;
12. lo stupro di Bryce;
13. l’inettitudine di Porter.

Quanti di queste tredici ragioni possono definirsi azioni di bullismo?
Vediamo la definizione di bullismo – “Forma di comportamento sociale di tipo violento e intenzionale, di natura sia fisica che psicologica, oppressivo e vessatorio, ripetuto nel corso del tempo e attuato nei confronti di persone considerate dal bullo come bersagli facili e/o incapaci di difendersi”.
Stando a questa definizione, solo un paio di queste ragioni possono essere considerate tali: lo spam della foto sullo scivolo e la vendetta di Tyler nel pubblicare la foto.
Due su tredici. Solo due su tredici.
E le altre undici ragioni, se non sono bullismo in senso stretto, cosa sono?
Allora, quattro sono da derubricare a semplici *dispetti* (lo schiaffo di Jessica, la lista di Alex, le bugie di Courtney, i bigliettini di Zack, la poesia di Ryan); tre sono ben peggiori del bullisimo, e infatti sono *violenze* (in crescendo: lo schiaffo di Jessica, le molestie di Marcus e infine lo stupro di Bryce); altre quattro sono davvero *paranoie* di Hannah (…la debolezza di Justin nel difendere Jessica non sarà mica un atto di bullismo nei confronti di Hannah? …il panico di Sheri dopo l’incidente non ha nulla di oppressivo o vessatorio nei confronti di Hannah, no? …e la non dichiarazione d’amore di Clay, così come l’inettitudine di Porter… beh, saranno stati degli inetti, ma sicuramente non due bulli).
Due ragioni su tredici.
Hannah NON è vittima di bullismo: è vittima di violenza (ma soprattutto di dispetti e paranoie).

[Ciò non vuol dire che il bullismo non sia presente: il fotografo Tyler, ad esempio, è sistematicamente preso di mira da Montgomery (e anche Clay ci mette del suo). Lui è il vero bullizzato della serie tv…
Possiamo aggiungere all’elenco del bullismo quando Bryce obbliga Clay e Alex a ubriacarsi (ma anche in questo manca la ripetitività tipica delle azioni di bullismo).
Quindi l’unico vero bullizzato della serie non è Hannah, ma Tyler (e infatti sta accumulando un arsenale in casa).
Anzi, potremmo anche dire che il disprezzo di Hannah nei confronti di Tyler che le chiede di uscire sia un comportamento un po’ da bulla (lei infatti in quel momento “considera Tyler come bersaglio facile e/o incapace di difendersi”). Senza contare che, ovviamente, Hannah si comporta da bulla anche quando sceglie di diffondere le cassette (ma su questo ci torniamo dopo).]

Quindi il bullismo è un tema presente in Tredici, ma non centrale: non tutti i personaggi sono bulli o bullizzati.
C’è un altro tema che, invece, coinvolge *tutti* i personaggi, genitori e insegnanti compresi.
Ed è il tema della *responsabilità*.
La responsabilità è il vero tema di “Tredici – 13 reasons why”, che mi sembra un argomento molto più interessante del bullismo (perchè, fra l’altro, lo include).

“Sono forse io il custode di Hannah Backer?”
E’ questa la domanda che sta sotto la storia di *ogni* personaggio della serie: i suoi genitori, i suoi insegnanti, i suoi amici, lei stessa.
E la risposta è: sì.
Sì: tutti sono custodi di Hannah Backer, e Hannah glielo fa capire nel modo più drastico e sbagliato – la vendetta.
Si suicida per vendicarsi dei torti (reali e terribili, ma anche immaginari e paranoici) che ha subito. Disegna un bersaglio sulla schiena di ognuno dei protagonisti delle tredici cassette: “adesso siete esposti come me”, vuole dire la diabolica vendicativa.
E questa vendetta ha effetti devastanti, che nella prima stagione si incominciano solo ad intuire, e che, presumo, serviranno da “semi” per la seconda stagione. Effetti devastanti che portano i tredici protagonisti a fare scelte forti, nel bene come nel male: Sheri si pente e costituisce, Alex e Tyler probabilmente danno di matto, Justin abbandona Bryce (e Jessica), Jessica parla col padre (che non ha l’aria di essere molto accomodante), Clay diventa vendicativo e fugge con Skye e Tony ecc…
Con la pubblicazione delle cassette sono tutti obbligati ad essere custodi di Hannah Backer – anche se in ritardo.
Non si sono presi cura di lei in vita, sono obbligati a farlo “in morte”: tipico dei fantasmi.
Hannah Becker è diventata un fantasma.
Ha scagliato la sua maledizione sugli altri. Perchè, non dimentichiamolo: la prima a non custodirsi è Hannah stessa. Tratta male Zack, tratta male Clay, addirittura va a finire nella festa dove sa che c’è lo stupratore della sua amica (che, fra l’altro, l’ha già molestata una volta).
Hannah inizia a suicidarsi molto prima di tagliarsi le vene. Accusa gli altri di non essersi presi cura di lei perchè è lei la prima a non essersi presa cura di sè. E quando non sei tu a prenderti cura di te, come puoi pretendere che lo facciano gli altri?
Davvero se Clay ti avesse detto che ti amava non ti saresti uccisa? Non credo. Davvero se Porter ti avesse inseguito nei corridoi non ti saresti uccisa? Non credo. Non ci credo perchè Hannah ormai aveva già chiuso gli occhi: quando viene il bene non lo vede.

E infatti Hannah è presente in tutte le cassette.
Ogni cassetta è (apparentemente) dedicata agli altri, ma, forse, sono tutte dedicate a lei.

Nelle cassette elenca i tredici motivi per uccidersi: peccato che non sia convincente. I tuoi motivi non convincono.
Hai patito dispetti, bullismi e violenze terribili – ma questo non ti dà il diritto di ammazzarti, nè tantomeno di vendicarti e di accusare gli altri – divenendo, in pratica, come loro. Hannah risponde al male col male, cieca al bene. Hannah non compie ciò che è bene, perchè non vede il bene.

Non vede il bibliotecario che le ha dimostrato stima e affetto davanti alle poste; non vede i tentativi (maldestri, ok) che Porter ha fatto per aiutarla; non vede il (doppio – sia per san Valentino che in sala mensa) pentimento di Zack; sputa sulla goffa dichiarazione d’amore di Tyler; fa in modo che Clay non potesse capirla (ed amarla); la mattina del suo suicidio non ha sentito le parole “raggio di sole” e “niente di ciò che fai è stupido” dette da sua mamma dopo che, tra l’altro, le aveva perso l’affitto; non ha visto l’amicizia e la (inquietante) fedeltà di Tony. Non ha visto i mille motivi che aveva per vivere – pur nel dramma e nella sofferenza.

Ed è questa la grandezza di Tredici: entrare nella mente della depressa, della vittima che diventa carnefice, nella cattiva che sembra buona.
Tredici è diabolico (e geniale) in questo: fa sembrare giusto ciò che è sbagliato.
Ma non per me: Hannah ha sbagliato. Hannah non mi ha convinto. Tutti i motivi che aveva non erano sufficienti ad ammazzarsi.
Nè a vendicarsi.

E concludiamo con l’altro grande inganno di Hannah (forse hanno ragione i personaggi che dicono che, in fondo, mente): la presenza di Clay nelle cassette.
Di nuovo Hannah confonde il giusto con lo sbagliato.
Dice che non ci sono motivi per cui Clay sia presente nelle cassette (e allora sei anche sadica: abbiamo sofferto l’ascolto di dieci cassette per saperlo, e mi vieni a dire che Clay non c’entra?!) …ma non è vero.
Clay ha tutti i motivi per stare nelle cassette, esattamente, come gli altri. E’ colpevole come gli altri, anzi, forse è più colpevole degli altri. E non tanto perchè non è riuscito a dichiararsi ad Hannah (lei ce l’ha messa tutta per impedirglielo), ma perchè *Clay era sempre presente e non ha fatto nulla*.

Clay crede alla foto sullo scivolo e alle voci sulla facilità di Hannah (tant’è vero che si offende pure e le lancia una frecciatina);
modifica le risposte del suo Dollar Valentine, col risultato di non finire nella lista di Hannah, quindi non la invita a S. Valentino, e lei finisce nella trappola di Marcus;
non la bacia dopo l’eclisse lunare;
non firma i bigliettini col disegno del coniglio;
potrebbe invitarla ad uscire quando lei restituisce la divisa del Clermont, vedendola giù di corda, ma non lo fa, e lei finisce nella piscina di Bryce…
e sono sicuro che ci sono anche molte altre situazioni simili, in cui Clay non fa nulla contro Hannah, ma non fa niente per aiutarla.
Clay è l’inetto, compie un peccato di omissione: poteva fare e non ha fatto.

Inoltre, tornando al tema del bullismo, *l’omissione è la vera sofferenza del bullizzato*: se dopo essere stato preso in giro arriva un amico e dice “lasciali perdere, sono dei perdenti” il bullo non esiste più, è disarmato. Il vero problema delle vittime di bullismo non è la violenza del bullo, ma l’indifferenza di chi bullo non è.
Come Clay, che non fa mai nulla per Hannah. In quante delle nostre classi c’è uno studente che si alza e dice al bullo: “smettila, lascialo in pace”? In troppe poche.
Eppure, se in tutte le classi ci fosse qualcuno (come, forse, poteva essere Jeff) che si alza e dice al bullo che è uno sfigato, il bullismo sarebbe già sconfitto.
La vera sofferenza del bullizzato non è la violenza del bullo, ma l’indifferenza di chi bullo non è. Come Clay.
Quindi Clay, complice d’indifferenza, ha tutti i motivi per trovarsi nelle cassette della cieca Hannah: imparando da lei, non l’ha custodita.